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Loc Gennaio 2012 Th

Meissa Suprema, la Nuova Stella di Vicobarone
Vi aspettiamo
sabato 21 gennaio nei punti vendita di Vicobarone e Piacenza,
per la presentazione di Meissa Suprema,
Malvasia Brut Spumante
nata da una selezione di uve
che sono il risultato della passione per il nostro territorio.

La Nuova Stella sara' presentata in abbinamento al culatello.

Loc Gennaio 2012




Locandina Degu Genn 2012

Degustazione Malvasia Aura 2010 e Passito Astrea 2010
Vi aspettiamo nei punti vendita di Vicobarone e Piacenza,
per la degustazione di Aura Malvasia Ferma 2010 e del Passito Astrea 2010.
Le abbiamo custodite per lungo tempo, finalmente siamo pronti a rivelare il loro gusto pregiato.


Locandina Degu Genn 2012 Big




Municipale Th

Daniele Ronda in scena al Municipale sabato 31 marzo
Quello del Municipale rappresenta per Daniele Ronda l'evento dell'anno. Oltre ai brani di "DaParte in folk" verra' presentato il nuovo album in dialetto e ci saranno ospiti molto importanti del panorama musicale.
L'appuntamento e' per il 31 marzo e Daniele sara' naturalmente accompagnato da tutto il Folklub.

I biglietti si trovano in tutta Italia ma nella nostra citta' li trovate anche qui:
Teatro Politeama
A21 Via Primo Maggio, 65
TRATTORIA LA PIREINA. Via Borghetto 137
IL GIUSTO GUSTO, Via Calzolai 4
ALPHAVILLE, Piazza tempio 50
BAR CHEOPE, Via 4 Novembre 132
BAR JUNIOR, Via Cella 65

Tutte le informazioni: www.danieleronda.it

Municipale




vino-large

Buone notizie a tavola: vino anti-cancro, formaggio anti-depressione
Nella mia dieta detox post festivita' natalizie, rigorosamente fai-da-te, come sconsigliano tutti i nutrizionisti, ho appena eliminato salumi, vino e formaggio. Oggi scopro che forse sto sbagliando tutto.

Due ricerche appena pubblicate, infatti, sostengono le seguenti cose: la carenza di vitamina D (contenuta nei latticini) è legata alla depressione; un consumo moderato di vino rosso diminuisce il rischio di cancro al seno.

Cominciamo dalla vitamina D. Favorisce l'assorbimento di calcio e fosforo da parte dell'intestino e aiuta a crearne una riserva da immagazzinare nelle ossa. La sua produzione è stimolata dalla luce solare, ma alcuni cibi ne costituiscono un'ottima fonte se il sole, specialmente nei mesi invernali, dovesse far mancare il suo sostegno.
Quali sono gli alimenti chiave? A parte l'olio di fegato di merluzzo, che francamente credo nessuno consumi più, hanno un buon tenore di vitamina D i pesci grassi, come il salmone, il burro, i formaggi grassi e le uova.

I ricercatori dell'UT Southwestern Medical Center di Dallas, in Texas, hanno analizzato i dati di un corposo studio longitudinale, che ha arruolato oltre 12.600 partecipanti dal 2006 al 2010 e hanno scoperto che alti livelli di vitamina D erano associati con una significativa diminuzione del rischio di trovarsi uno stato depressivo, specialmente in coloro che avevano una storia di depressione.

Insomma, misurare i livelli di vitamina D in persone che hanno avuto episodi di depressione in passato puo' essere un buon indicatore del rischio presente. In realta' gli scienziati non sono riusciti a determinare se i bassi livelli di vitamina D contribuiscano ai sintomi depressivi o se la depressione abbassi anche i livelli di questa vitamina, e nemmeno a capire il meccanismo chimico alla base del processo.

Si sospetta pero' che la vitamina D incida sui neurotrasmettitori, sui marker infiammatori e su altri fattori, il che potrebbe, secondo Sherwood Brown, professore di psichiatria e autore principale dello studio, aiutare a spiegarne la relazione con la depressione.

E ora passiamo agli alcolici: si legge sul Journal of Women's health che, a quanto emerge da una nuova ricerca del Cedars-Sinai Medical Center, un consumo moderato di vino rosso aiuterebbe a ridurre nelle donne uno dei fattori di rischio del tumore al seno.
Per me questa è senz'altro una piacevole scoperta, che pero' contraddice quanto la scienza ci ha sempre detto finora, e cioè che il consumo alcolici aumenta i livelli di estrogeno, aprendo la strada alla crescita di cellule tumorali.

Ma ecco che entrano in gioco le sostanze contenute nella buccia e nei semi dell'uva nera: gli studiosi americani hanno scoperto che hanno il potere di abbassare leggermente i livelli di estrogeno e alzare invece quelli di testosterone nelle donne che avevano bevuto otto once di vino rosso (all'incirca un bicchiere) ogni sera per un mese.
Attenzione pero', il vino bianco non sortisce lo stesso effetto. Non è ovviamente un via libera al consumo indiscriminato di alcolici quello che emerge dallo studio, ma semmai un consiglio oculato per tutte le donne che si concedono un bicchiere di vino a cena: meglio rosso.

E i salumi, altra rinuncia cardine del mio remige punitivo di gennaio? Sto ancora aspettando di leggere i risultati di qualche ricerca che sostenga, chesso', che proteggono dall'Alzheimer o fanno bene al fegato.
Appena li trovo sarete i primi a saperlo.
Fonte: panorama.it







Degustazione di Natale: i panettoni creati con le stelle
Vi aspettiamo
sabato 10 e domenica 11 dicembre nei punti vendita di Vicobarone e Piacenza,
per la degustazione di Natale
con gli eccezionali panettoni
al Passito di Malvasia e al Gutturnio.




Loc Dicembre 2011




Roma Ponteamedeo

Lo spumante batte lo champagne per il Natale 2011
A quanto pare, secondo le stime riportate dalla Coldiretti, i brindisi nel mondo saranno per lo piu' Made in Italy grazie allo spumante italiano portato in tavola per il Natale 2011. Difatti, nei primi otto mesi di quest'anno e' stato segnato quasi un record del 24% con le bottiglie di spumante esportate in diverse parti del mondo.

La Coldiretti ha sottolineato che, secondo le stime, ci saranno ben oltre 200 milioni di bottiglie di spumante consumate all'estero su una produzione complessiva di circa 400 milioni. La Coldiretti, poi, riferisce: "Il successo e' frutto della crescita dello spumante in Germania (+5%), il principale importatore, seguito dal boom negli Stati Uniti (+31%) e nel Regno Unito (+21%).
Tra i nostri nuovi clienti si fa luce la Russia che si classifica al quarto posto con un aumento record del 46%."

Ad ogni modo, sembrerebbe anche che il successo per lo spumante italiano arriverebbe dalla leaderchip agevolata in Italia, dove il brindisi con queste bevanda vince in grande stile, segnando una percentuale del 98%.
La Coldiretti peraltro sottolinea: "Lo spumante dimostra una tendenza anticiclica rispetto alla crisi anche in Italia dove a fine anno si stima un aumento dei consumi familiari in quantita' del 2%, in netta controtendenza rispetto all'andamento generale."
E voi, porterete sulle vostre tavole, imbandite per il Natale 2011, lo spumante italiano oppure lo champagne?
Fonte: ricettepercucinare.com




cesto

Natale, Coldiretti: uno su due vuole cesto tipico in regalo. Batte l'Hi Tech
Con oltre la meta' (52 per cento) delle preferenze il cesto di prodotti dell'enogastronomia tradizionale batte di gran lunga l'ultima novita' della tecnologia informatica del futuro che con il 9 per cento si colloca in fondo alla lista.

E' quanto emerge da un sondaggio on line sul sito www.coldiretti.it sul regalo che gli adulti vorrebbero trovare sotto l'albero nel Natale 2011, divulgata in occasione dell'inizio dello shopping di Natale. Tra i prodotti segnalati nelle preferenze al secondo posto - sottolinea la Coldiretti - si trova l'abbigliamento con il 13 per cento, libri, dvd o cd con il 12 per cento mentre il 14 per cento fa scelte diverse.

La crisi - continua la Coldiretti - spinge verso regali utili e premia dunque l'enogastronomia anche per l'affermarsi di uno stile di vita attento a ridurre gli sprechi che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali o con omaggi per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio.
Gli italiani - stima la Coldiretti - acquisteranno per Natale prodotti alimentari tipici per un valore di piu' di 2 miliardi di euro proprio per effetto della tendenza verso i prodotti alimentari di qualita' da regalare a se stessi o agli altri e' favorito dalla grande varieta' dell'offerta, con occasioni per tutte le tasche.
Immancabile e' l'acquisto di spumante che in oltre 9 casi su 10 e' italiano e dei dolci tipici del Natale con la tendenza verso quelli piu' artigianali, ma anche formaggi, salumi e legumi come le lenticchie sono molto richiesti.

Particolarmente gettonati i tradizionali mercatini di Natale dove si stima che - sostiene la Coldiretti - quasi dieci milioni di italiani acquisteranno i regali per se stessi e gli altri, secondo una tendenza che unisce un momento di svago con la possibilita' di fare acquisti anche curiosi ad "originalita' garantita" per sfuggire alle solite offerte standardizzate.

Una preferenza che si esprime anche con il boom degli acquisti direttamente dagli imprenditori agricoli in azienda o nei mercati e botteghe di Campagna Amica dove e' garantita genuinita', convenienza e una maggiore originalita' rispetto alle offerte natalizie standardizzate dei punti vendita tradizionali. In molti casi - conclude la Coldiretti - e' possibile prepararsi o farsi preparare i tipici cesti natalizi con prodotti inimitabili caratteristici del territorio.
Quasi tre italiani su quattro (73 per cento) per lo shopping del Natale 2011 intendono acquistare prodotti Made in Italy mostrando un livello di patriottismo molto piu' elevato della media dei cittadini europei che solo nel 60 per cento dei casi hanno lo stesso obiettivo di sostegno al proprio Paese, secondo una analisi della Coldiretti sulla base dell'indagine "Xmas Survey 2011" di Deloitte, che stima per lo shopping di Natale una spesa di 625 euro a famiglia, in leggero calo del 2,3 per cento rispetto allo scorso anno.

La scelta tricolore soprattutto nell'alimentare e' giustificata dal fatto che nel Belpaese si trova un terzo delle imprese biologiche europee e un quarto della superficie bio dell'Unione superando il milione di ettari. L'agroalimentare Made in Italy - conclude la Coldiretti - puo' contare su 233 prodotti a denominazione o indicazione di origine protetta riconosciuti dall'Unione Europea senza contare le 4606 specialita' tradizionali censite dalle regioni, mentre sono 517 i vini a denominazione di origine controllata (Doc), controllata e garantita (Docg) e a indicazione geografica tipica.

QUALE REGALO VORRESTI TROVARE PER NATALE SOTTO L'ALBERO?
- Un libro o un Dvd o un Cd: 12%.
- L'ultima novita' della tecnologia informatica del futuro: 9%.
- Un capo di abbigliamento: 13%.
- Un cesto con prodotti dell'enogastronomia tradizionale: 52%.
- Altro: 14%

Fonte: www.coldiretti.it.






Weekend d'autunno con il vino novello Veris
Vi aspettiamo sabato 5 novembre nel punto vendita di Piacenza e domenica 6 a Vicobarone,
per la degustazione del Vino Novello VERIS in abbinamento alla mariola cotta e alle caldarroste



Loc




Roma Ponteamedeo

Coldiretti: giu' il novello, solo 6 milioni di bottiglie (-20%).
La responsabilita' alla vendemmia piu' contenuta degli ultimi 60 anni, per effetto del clima.

Con un calo del 20% sul 2010, la produzione di Novello, nel 2011, supera di poco le 6 milioni di bottiglie che potranno essere stappate, passato un minuto dalla mezzanotte del 5 novembre. Lo stima la Coldiretti nel segnalare che la responsabilita' va attribuita alla vendemmia piu' contenuta degli ultimi 60 anni per effetto del clima, ma anche alla perdita di appeal.

Il forte calo della vendemmia con una produzione complessiva di vino attorno ai 40,3 milioni di ettolitri (-14%) ha indotto - osserva la Coldiretti - i produttori a riservare al Novello un quantitativo minore di bottiglie rispetto al solito e il gusto degli italiani per il vino da bere giovane che, anche se apprezzato come prima produzione enologica dell'anno, ha un po' perso lo smalto di qualche anno fa, non venendo ritenuto facilmente abbinabile ai pasti e non essendo conservabile oltre un certo tempo, in quanto il suo consumo dovrebbe avvenire - a giudizio degli esperti - entro il mese di marzo dell'anno successivo.

Nonostante tutto, comunque - afferma la Coldiretti - il primo vino dell'ultima vendemmia che era solito, un tempo, essere consumato nelle case di campagna, da parte degli stessi contadini che lo producevano, mantiene in parte il suo fascino. Un tempo veniva spillato dalle botti tra la fine di ottobre ed i primi giorni di novembre per controllare lo stato di maturazione del vino prodotto. Oggi per legge e' fissato il giorno della vendita in negozi, ristoranti, enoteche, winebar e vinerie ed il novello e' anche il protagonista di numerose sagre e le feste paesane che si rincorrono nel mese di novembre in tutte le regioni italiane.
Se la produzione di novello e' stimata in poco piu' di 6 milioni di bottiglie, i prezzi di vendita sono stabili - sottolinea la Coldiretti - con una media di 5 euro a bottiglia. Il fatturato del vino Novello e' di 30 milioni di euro e sono oltre 200 i produttori con oltre un terzo del totale delle bottiglie che esce dalle cantine del Veneto, che insieme al Trentino, copre quasi la meta' della produzione nazionale (a seguire si posizionano la Toscana, la Sardegna, l'Emilia Romagna e la Puglia). La produzione italiana - precisa la Coldiretti - e' caratterizzata soprattutto da novelli monovitigno con l'utilizzazione di un'ampia gamma di vitigni autoctoni (Teroldego, Ciliegiolo, Nero d'Avola, ecc.) anche se quelli piu' utilizzati sono nell'ordine Merlot, Sangiovese, Cabernet, Montepulciano e Barbera.

Il "vino da bere giovane" e' nato negli anni ‘50 in Francia nella regione Beaujolais e le sue caratteristiche sono determinate dal metodo di vinificazione utilizzato che e' stato messo a punto dal ricercatore francese Flanzy ed e' fondato sulla macerazione carbonica. Leggero, con bassa gradazione (11 gradi) e bouquet aromatico, il novello viene consumato soprattutto dal pubblico dei piu' giovani in abbinamento con i prodotti autunnali come le caldarroste.
Fonte: Winenews




Roma Ponteamedeo

Vini italiani "puliti" dai pesticidi.
I viticoltori rispettano il divieto
I risultati delle analisi di laboratorio sul contenuto dei pesticidi eseguite dall'Unione nazionale consumatori per il secondo anno consecutivo, nell'ambito del progetto "C'e' vino e vino", dimostrano la qualita' igienico-sanitaria dei vini prodotti in Italia e anche di alcuni vini di importazione.

«e' rassicurante la qualita' igienico-sanitaria dei vini prodotti in Italia e anche di alcuni vini di importazione analizzati». Così Massimiliano Dona, segretario generale dell'Unione nazionale Consumatori (Unc), commenta i risultati delle analisi di laboratorio eseguite dalla organizzazione per il secondo anno consecutivo, nell'ambito del progetto "C'e' vino e vino".

«Il progetto - prosegue Dona - ha preso il via nel 2010 ed anche quest'anno e' stato realizzato dalla nostra Unione con il contributo del ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali. Obiettivo dichiarato quello di accertare la conformita' di 127 tipi di vino presenti sul mercato, italiani e stranieri, in relazione ad alcuni parametri chimici di sicurezza».
«I risultati dell'indagine effettuata nel 2010 avevano dimostrato una sostanziale rispondenza dei vini esaminati ai limiti di tolleranza indicati dalla normativa vigente. Nel frattempo - spiega il segretario generale dell'Unic - e' pero' intervenuta una normativa piu' restrittiva riguardante l'uso dei pesticidi in viticoltura: era dunque importante verificare la qualita' e la sicurezza dei ‘nuovi' vini in commercio».

«A tal fine - spiega Dona- abbiamo compiuto una nuova indagine estendendo le analisi da 64 a 127 tipi di vino, tra i quali 9 di provenienza biologica e 10 di importazione da diversi Paesi del mondo, ma tutti con denominazione di origine».
«Le indagini analitiche a carattere conoscitivo - continua Massimiliano Dona - sono state come sempre compiute su campioni acquistati in alcuni esercizi commerciali di Roma e sono state realizzate a seguito delle segnalazioni giunte alla nostra Associazione da consumatori che ci hanno manifestato dubbi e talvolta preoccupazioni, evidenziando peraltro un crescente interesse nei confronti dei vini di natura biologica».

«Nel dettaglio, su 127 campioni di vino controllati, soltanto 13 sono risultati positivi alla presenza di pesticidi e la concentrazione e' comunque risultata nettamente inferiore a quella consentita dalla legge. A tal proposito - sottolinea Dona - e' bene evidenziare il rispetto, da parte dei viticoltori, della nuova normativa: basti pensare che lo scorso anno ben 30 dei 64 campioni analizzati erano risultati positivi e 2 con concentrazione superiore ai limiti di legge».
«Nessuna irregolarita' - prosegue il Segretario generale dell'Unione Consumatori - e' stata rilevata nelle presenze di ocratossina ed istamina, ne' in quella di piombo, rame e zinco, fatta eccezione per un campione che ha una concentrazione di rame superiore al limite previsto di 1 ppm (parte per miliardo). Viene infine fatto un uso corretto dei solfiti e comunque la loro presenza viene dichiarata in etichetta. L'unico neo -evidenzia Dona- e' rappresentato da un vino "biologico" che contiene piccole quantita' di solfiti non dichiarati in etichetta: non si tratta pero' di un problema sanitario, quanto piu' di una frode per i consumatori».

«Alla luce dei risultati ottenuti, viene confermato il quadro sostanzialmente rassicurante gia' emerso dalle analisi del 2010: un dato, questo, che permette di rivolgersi con fiducia all'alimento, a condizione che se ne faccia un uso moderato. Da parte nostra - conclude Dona - riteniamo necessario condurre nuove indagini in futuro, così da poter monitorare costantemente il mercato, potenziando la nostra attivita' di informazione ed educazione ai consumatori e al contempo valorizzando il ruolo delle loro denunce».
Fonte: Italia a tavola




Roma Ponteamedeo

Il 60% degli italiani spenderebbe di piu' per una bottiglia tappata con il sughero
Questo dato di Demoskopea conferma come, nella percezione comune, il vino tappato con il sughero acquisti in immagine (77%) e in valore (79%) e come la tappatura realizzata con questo materiale sia strettamente collegata alla qualita' del vino (74%) e ne protegga le caratteristiche (71%).

A piu' di un anno dall'inizio della Campagna di promozione del Sughero in Italia, da una rilevazione Demoskopea, svolta di recente, emerge un dato significativo che potrebbe sorprendere, soprattutto in questo momento di difficile situazione economica: oltre la meta' degli italiani intervistati (57%), sarebbe disposta a spendere di piu' per una bottiglia di vino tappata con il sughero.

Questo dato conferma come, nella percezione comune, il vino tappato con il sughero acquisti in immagine (77%) e in valore (79%) e come la tappatura realizzata con questo materiale sia strettamente collegata alla qualita' del vino (74%) e ne protegga le caratteristiche (71%).

Anche la ritualita' carica di charme ed eleganza che lo stappare una bottiglia chiusa con il sughero evoca nell'immaginario collettivo e' un gesto molto gradito. Circa il 90%, infatti, ritiene che stappare e annusare il tappo renda ancora piu' piacevole il consumo del vino. Meno sorprendente ma altrettanto significativo, inoltre, il fatto che la quasi totalita' degli intervistati dichiara di ritrovare nel sughero un richiamo alla tradizione (97%).

Gli Italiani dimostrano anche di conoscere le caratteristiche peculiari del sughero e sanno che, scegliendo una bottiglia di vino tappata con il sughero, si sceglie di aiutare l'ambiente. L'83% conosce l'importante contributo che le foreste di sughero offrono al nostro ecosistema, prevenendo la desertificazione e riducendo il rischio di incendi. Ancora, il 65% degli intervistati e' in grado di attribuirgli le giuste proprieta' di naturalezza e genuinita' e il 90% degli intervistati sa che il sughero e' riciclabile.

Grande soddisfazione per questi dati e' stata espressa dai partner della Campagna di Promozione del Sughero, Apcor (Associazione portoghese dei produttori di sughero), Assoimballaggi/Federlegnoarredo e Rilegno, e le piu' importanti aziende produttrici in Italia, che, da piu' di un anno, sono impegnate in attivita' di comunicazione volte a dar visibilita' al sughero e ad aumentare la conoscenza dei diversi benefici legati a questo materiale, che e' l'unica soluzione naturale per la conservazione del vino.
Fonte: Italia a tavola






Domenica 9 ottobre degustazione Aura
Domenica 9 ottobre presso il punto vendita di Vicobarone,
vi aspettiamo per tutta la giornata per la degustazione di Aura Malvasia delle Selezioni in abbinamento al Prosciutto di Ardenne affumicato I.G.P.



Loc




Roma Ponteamedeo

La Cantina di Vicobarone e Daniele Ronda
Il nuovo album, ed il tour che segue l'uscita del disco, attestano la definitiva veste Folk del cantautore Piacentino Daniele Ronda.

L'ultima fatica, l'album DAPARTE, vede due prestigiose collaborazioni, Daniele duetta infatti sia con Davide Van De Sfroos che con Danilo Sacco (il cantante dei Nomadi). Sabato 1° ottobre al teatro President, si e' tenuta l'inaugurazione del tour invernale del cantautore, evento di grande successo che ha visto la Cantina di Vicobarone protagonista a fine concerto con la degustazione del suo Gutturnio frizzante, molto apprezzato dai presenti. I vini della cantina accompagneranno Daniele Ronda in tutti concerti della stagione appena inaugurata, che tocchera' lo stivale da Reggio Calabria a Cuneo. Appuntamento quindi al prossimo concerto.

Per conoscere tutte le date www.danieleronda.it




Roma Ponteamedeo

Viaggio nel packaging "alternativo" del vino
Dalle lattine come per le bibite gassate al bicchiere pre-riempito monodose, dalla sacca di plastica multistrato al mini barile in plastica, ecco "i vestiti" piu' stravaganti del nettare di bacco.

Sempre piu' spesso, in giro per il mondo, quando si compra vino, non si torna a casa con una bordolese: sono sempre di piu' i produttori ed i marchi che esplorano packaging alternativi, sia per distinguersi che per presentare un'immagine piu' ecosostenibile.
Ecco quindi le lattine simil-bibite gassate della cantina di Francis Ford Coppola (con tanto di cannuccia) o bottiglie di alluminio o ceramica, passando per il Tetra Pak ed il Bag-in-box.

Il packaging del vino ha preso in prestito anche una delle soluzioni tipiche della birra in Gdo, con i mini-barili in plastica della cantina californiana "Red Truck", ma l'esempio piu' stravagante rimane quello delle "AstraPouch": sacche da 1,5 litri di plastica multistrato, con maniglia e valvola di erogazione, la cui impronta carbonica - sottolinea la casa produttrice - e' dell'80% inferiore a quella delle bottiglie in vetro. Senza dimenticare il "Tulip", un bicchiere di plastica antiurto, monouso e gia' riempito da 187 ml che la britannica "Wine Innovations" ha fatto sbarcare sugli scaffali di "Marks & Spencer", e che sta avendo grande successo tra pendolari e lavoratori in pausa pranzo nonostante un cospicuo sovrapprezzo.




Roma Ponteamedeo

Le uve di qualita' brindano alla "convenienza"
e' un interrogativo che prima o poi si pone di fronte a un vino: una bottiglia costosa e' garante di un eccellente rosso o di un ottimo bianco o di interessanti bollicine? No, non lo e' in assoluto, così come per un abito o un mobile.

Pero' non e' consigliabile farsi attrarre da etichette che offrono prezzi che non coprono o quasi i costi di bottiglia, tappo, etichetta e distribuzione. Ci sono limiti inferiori certi, oltre i quali i rischi di bufala sono assicurati, mentre il plafond superiore e' dato soprattutto dal valore complessivo dell'azienda produttrice (storia, serieta', costanza nella qualita', considerazione delle guide, terreni, vitigni), insomma della griffe. Il consumatore deve rendersi conto che partecipa alla costruzione del prezzo, acquistando o meno questi vini.
Chi dispone di un budget limitato dovra' prima individuare il vitigno gradito, il territorio desiderato e poi frugare tra i concorrenti della bottiglia must. Negli scaffali di enoteche, negozi, Gdo sempre piu' la scelta dei vini made in Italy e' cresciuta, ormai non ci sono piu' territori Doc (Denominazione di origine controllata) e pure Docg (Denominazione controllata e garantita) con poche etichette. Dunque si puo' sperimentare e tener presente pure che molte cantine importanti hanno, nella loro offerta, vini di prezzo interessante che, prodotti in quantita', servono spesso per sostenere i rossi o i bianchi d'immagine (si vedano le liste in queste due pagine che riportano anche i prezzi indicativi).

Comunque e' sempre importante leggere con attenzione l'etichetta, la provenienza, le sigle (Igt, Doc, Docg), rendersi conto se il vino e' imbottigliato all'origine dal l'azienda che lo mette sul mercato. Infine si ricordi che fra gli outsider, magari fino agli 8 o 9 euro, si puo' nascondere quello pronto a salire nella hit parade della critica, aspetto che successivamente fara' alzare il prezzo. Di conseguenza chi riesce a individuare questa etichetta paga meno e ha la soddisfazione di aver scoperto la chicca. Cosa che non succede acquistando vini gia' affermati, ma che fanno piangere il portafogli. Inoltre i vini di alto prezzo non sempre sono i piu' pregiati: succede che nei wine tasting vengano preceduti nelle graduatorie da etichette meno costose e conosciute al pubblico.

Tanti sono i luoghi comuni che andrebbero sfatati. Oltre alle etichette superstar, ci sarebbe anche quello sulle modalita' di consumo. Ad esempio, chi l'ha detto che per le bollicine serve la flute? E che il bianco va bevuto freddo? Si aggiunga che per anni si e' diffusa la convinzione che il pesce non si possa abbinare al vino rosso, e il quadro mitologico del mondo vino e' fatto. Allora voglio smentire, rischiando le saette di qualche Zeus delle degustazioni. Esistono rose' e rossi che si sposano perfettamente con piatti di mare dalle piu' svariate preparazioni. La loro acidita', paragonabile a quella di un bianco, conferisce sensazione di fresco e pulisce la bocca dai sentori forti tipici del pesce. Infine, la convinzione che il vino del contadino sia naturale perche' fatto da un agricoltore, lascia il tempo che trova, in quanto nessuno puo' verificare l'igiene della cantina, il metodo di trattamento delle uve, l'aggiunta o meno di zucchero durante l'imbottigliamento.
Si parla tanto di cultura del vino, ma poi si rischia di cadere nelle espressioni stereotipate legate all'odore di tappo o ai fantomatici tannini. Bisognerebbe allora indagare se chi dice di conoscere la materia sa qual e' l'origine dei vitigni, conosce gli autoctoni e i luoghi di provenienza. La storia, la tradizione e il territorio sono importanti quasi quanto la degustazione nella comprensione di un calice. Poiche' il vino e' da sempre un alimento da ascoltare e apprezzare con il cibo. E non degustato, a parte, con un linguaggio che non gli appartiene, privilegio questo solo di enologi e addetti ai lavori.






Festa della Vendemmia
Domenica 11 settembre dalle ore 10.00 presso il punto vendita di Vicobarone,
vi aspettiamo per festeggiare insieme la vendemmia 2011 con:
- intrattenimento musicale a cura degli Alpini e dei loro canti popolari,
- degustazione della tipica Burtleina piacentina e dei prodotti del territorio in abbinamento ai nostri vini

Dalle ore 11.30 dimostrazione della tradizionale pigiatura dell'uva.
Il pomeriggio prosegue con la Festa dell'Uva a Ziano Piacentino


Loc 10 Aprile Def




Roma Ponteamedeo

La vendemmia 2011 sta progressivamente entrando nel vivo
Quest'anno l'eccessivo caldo registrato nel mese di agosto potrebbe aver rovinato parte della produzione d'uva, visto che i grappoli ancora da vendemmiare sono tendenzialmente 'asciugati' dal calore che pare non sia intenzionato a cessare.
Secondo Assoenologi il decremento della produzione d'uva potrebbe essere quest'anno del 5%, mentre sul fronte dei prezzi la situazione appare poco decifrabile. Questo lo scenario che emerge da un'inchiesta di WineNews, mentre la vendemmia 2011 sta progressivamente entrando nel vivo.

Il mercato della materia prima, che rappresenta notoriamente l'anello debole della filiera, continua a mantenersi poco decifrabile con i prezzi in molti casi ancora non definiti, e gli acquirenti storici, grossi imbottigliatori e cantine sociali, non proprio pronti a sbilanciarsi. In una situazione, insomma, in cui la disponibilita' di uve sembra continuare, nonostante tutto, a rappresentare probabilmente un'offerta ancora superiore alla domanda.

In generale, pertanto si puo' realisticamente parlare di prezzi attualmente stazionari o leggermente in salita sul 2010, nonostante le incertezze del momento congiunturale complessivo, anche perche', negli ultimi due anni, probabilmente erano scesi troppo, come negli anni piu' lontani erano saliti troppo. Senza pero' dimenticare, in generale, che gli acquirenti storici, i grandi imbottigliatori, potranno comprare sempre piu' tardi le partite di uva per spuntare prezzi migliori, se non, addirittura, preferire l'acquisto direttamente dei vini per ridurre rischi e costi. E trattative in odore di "dumping" sono sempre dietro l'angolo.




Roma Ponteamedeo

Inseguivo profumi, studio il vino
"Inseguivo profumi, studio il vino" ... Gia' nel cognome di "madame Valerie Lavigne" c'era il suo destino. "Oggi ho una nuova sfida: far rivivere vitigni antichi e dimenticati". Gli incontri. In azienda con l'enologa francese. Fa parte del gotha internazionale. Lavora per i grandi vigneron d'Oltralpe. Da due anni e' invitata anche in Italia... L'attrazione per i profumi avrebbe potuto portarla a Grasse, nell'entroterra della riviera mediterranea francese, il regno dei maîtres parfumeur . Qui, con diverse tecniche di distillazione, si producono le migliori essenze del mondo. Qui, nella realta' romanzesca, ci finì, predestinato dal suo eccezionale olfatto, Jean-Baptiste Grenouille, il protagonista del bestseller di Patrick Süskind, Il Profumo .
Invece, Valerie Lavigne, oggi enologa francese di successo, si trovo', all'inizio quasi casualmente, sulla strada del vino. "Decisi di trasferirmi a Bordeaux per studiare Agronomia e la' la mia passione per gli aromi trovo' un altro sbocco ", racconta. Non fiori di lavanda, ma viti. Ed e' fin troppo facile notare che anche lei, in qualche modo, era una predestinata. Basta separare le prime due sillabe del suo cognome e, voila', La vigne. La vigna, in lingua italiana. Quarantacinque anni, sposata, madre di due figli, madame Valerie ha affinato il suo olfatto ( "propedeutico al gusto quando si tratta di vino ") con l'esperienza, ma partendo da studi severi. Per esercitare la professione di enologo, in Francia non e' previsto il titolo intermedio di enotecnico che in Italia si acquisisce con un corso specialistico in un istituto superiore di Agraria. "Dopo il baccalaureato, si passa all'universita' - spiega -. Due anni di Biologia e due di Enologia. Diventati tre, da qualche tempo. Inoltre, la ricerca e gli stage nelle aziende vinicole sono basilari. Gli studenti collaborano e interagiscono con i produttori. Spesso con ottime performance .
Nei miei ricordi felici di universitaria - continua Lavigne - c'e' la esperienza piu' bella. e' legata al primo vino importante fatto da me per Chateau Latour Martillac, classe' de Graves, Pessac-Le'ognan. Soddisfazione ed emozione. Successivamente, ho avuto la fortuna di lavorare con il grande Denis Dubourdieu, professore, enologo, viticultore ". Sono passati circa vent'anni e il sodalizio tra l'enologa e il maestro si e' rafforzato.

Valerie Lavigne, docente di Enologia all'Universita' di Bordeaux, fa consulenze assieme a Dubourdieu e a Christophe Olivier, per i grandi vigneron di Francia. e' entrata cioe', a pieno titolo, nel gotha dell'enologia. Basta scorrere alcuni nomi delle Maison che l'hanno ingaggiata per rendersi conto: Chateau d'Yquem, Chateau Margaux Blanc, Chateau Pichon Longueville Comtesse de Laland, Chateau Cheval Blanc. Quest'ultimo richiama un dettaglio curioso: il prestigioso marchio vinicolo, uscendo dal giro degli addetti ai lavori e degli appassionati, alcuni anni or sono ebbe un momento di grande popolarita' attraverso le scene e i dialoghi di Sideways (2004), premiato con l'Oscar. Il film americano narra la scorribanda di Miles, enofilo, insegnante d'inglese, e di Jack, vecchio compagno di college in procinto di sposarsi, nella Santa Ynez Valley, zona vinicola della California. Fatto sta che la mitica bottiglia di Cheval Blanc 1961 viene piu' volte evocata da Miles, che la conserva gelosamente nella sua casa. Alla fine, in un momento di sconforto, va a prendere il suo vino piu' pregiato (in verita', fatto con uve che il protagonista disprezza, il Merlot e il Cabernet Franc, mentre adora il Pinot Noir) e lo beve in un bicchiere di plastica, al tavolino di un fast food. Per la cronaca, il successo della pellicola fece lievitare le vendite del vino. Ma torniamo a Valerie Lavigne e ai suoi saperi. La incontriamo in una tenuta vinicola delle colline di Toscana. Le consulenze dell'enologa, infatti, da un po'di tempo hanno varcato i confini di Francia. La sua professionalita' ha convinto anche i nostri produttori di fama. Da un paio d'anni circa, Lavigne ha accettato di collaborare con Donatella Cinelli Colombini, eclettica signora del vino.
Che l'ha scelta non soltanto per l'indubbia bravura ma anche con l'idea di affiancarla all'enologa dell'azienda, Barbara Magnani, in un contesto di squadra in cui il "genere" femminile prevale. Di piu': la Cinelli Colombini lo considera un formidabile punto di forza. Quasi a esaltare anche in vigna e in cantina quella piccola "differenza ", teorizzata dal femminismo liberazionista. L'argomento diventa discussione, contrastata, durante la cena all'Osteria di Donatella, all'interno della Fattoria Il Colle di Trequanda (Siena), vasta oasi verde della Val d'Orcia, che fonde armonicamente boschi e vigneti. Sul tavolo ci sono alcune bottiglie, passate dal tocco di madame Lavigne, co-autrice del Cenerentola Orcia Rosso Doc 2007, del Brunello di Montalcino 2006 Prime Donne, del Brunello di Montalcino Riserva 2005.
Valerie sprigiona femminilita' nei lineamenti, nel tratto; eppure, dice, senza giri di parole, che, per quel che la riguarda, ha trovato sorprendente, inusuale, e null'altro, lavorare con sole donne. "Se devo essere sincera - osserva - preferisco la complementarieta' dei sessi. Anche in questa professione. Il valore aggiunto della sensibilita'? Maschile, femminile, non fa differenza. Aiuta a dare il meglio di se', in ogni caso. In altre parole, penso che non esista il vino maschio e il vino femmina ".
Interviene Barbara Magnani: "Il Brunello Prime Donne, fatto da donne, curiosamente piace molto agli uomini ". "Bien sur "! Rimanda Valerie Lavigne. Che scombina un po'i giochi in rosa. Ammette, tuttavia, che, lavorando per le aziende di Donatella Cinelli Colombini, ha capito che "almeno qui la squadra femminile ha un senso ". "Non conosco simili realta' in Francia - dice -. Dove, al contrario, il settore e' sovente monopolizzato dagli uomini. Le numerose ragazze che frequentano i corsi di Enologia, circa la meta' degli studenti, lavoreranno per lo piu' nel commercio, nelle pubbliche relazioni, nelle enoteche, nei ristoranti come sommelier . Del resto, stare in vigna e in cantina e' piuttosto duro. Non ci sono solo le degustazioni, occorre essere dotati anche di forza fisica ". Si entra, quindi, nel vivo dell'enologia, e dei suoi segreti. Per scoprire che madame Lavigne, indubbiamente di scuola francese, boccia in qualche misura le barriques (piccole botti di legno) che, negli ultimi dieci anni, hanno imperversato nelle cantine italiane. "Piu' il vino e' concentrato e ricco di composti fenolici meglio sopporta i piccoli contenitori in legno - spiega -. Ma anche se il vino resiste ad eccessi di legno non e' detto che sia giusto imporglielo ".

Da questo assunto iniziale, Valerie sviluppa la sua filosofia per i grandi rossi di Montalcino, nati da uve Sangiovese. "Poiche' il legno deve restare supporto del vino e non sovrastarlo disturbando la sua autenticita' - conclude - questo obiettivo si raggiunge meglio utilizzando le botti ". Lavigne crede fermamente nei principi di identita' e di tipicita', specie in un'epoca di globalizzazione che spinge nel mondo i cosiddetti vitigni internazionali che danno prodotti omologati. "Il privilegio delle varieta' autoctone di uva - asserisce - e' quello di generare profumi che non possono essere replicati ". Molto credibile detto da lei, che ha naso. "Il profumo di un vino - insiste - ti rivela subito che cosa scoprirai bevendolo. Il gusto, poi, ne da' conferma. Soltanto raramente, non c'e' corrispondenza tra i due sensi ".

Il favoloso mondo del vino (dentro il quale c'e' anche il marito/enologo) e' l'habitat naturale di Valerie. Restia a parlare di se' e del suo privato. Si definisce, comunque, una madre affettuosa e organizzata, una buona cuoca, e una sportiva quanto basta. Nuota volentieri e divora i romanzi di Ken Follet. "C'est, tout ". Il suo viaggio enologico continuera' con la ricerca di vitigni antichi e dimenticati. Ne cita due italiani e un francese: il Foglia tonda (recuperato da Donatella Cinelli Colombini), il Piedirosso, autoctono della Campania. "E il nostro Petit Verdot. Viene dal Me'doc, area a nord della regione di Bordeaux; oggi rappresenta la nouvelle vague della viticultura di Francia ".

Biografia ... Valerie Lavigne e' nata nel 1966. Sposata, due figli di 11 e 15 anni, e' docente presso la facolta' di Enologia all'Universita' di Bordeaux. Insignita nel 1997 del Grand Prix dell'Accademia Amorim dedicato ai giovani ricercatori che hanno contribuito a migliorare la qualita' del vino, e' coautrice di pubblicazioni specializzate e ha partecipato a numerosi meeting internazionali sull'enologia. Svolge lavoro di ricerca e di consulenza per importanti Maison francesi. In Italia, lavora in Toscana, per le aziende di Donatella Cinelli Colombini: Casato Prime Donne a Montalcino e Il Colle a Trequanda.

Autore: Marisa Fumagalli






I cocktail dell'Estate
Domenica 21 agosto dalle 11.00 alle 13.00 presso il punto vendita di Vicobarone,
i cocktail dell'estate 2011 creati con i nostri vini
:
la Sangria Bianca a base di meissa Spumante,
il Punch Freddo a base di iridium Rose' Spumante,
il Bellini Pesca Bianca a base di Sheratan Spumante.

In omaggio il vino e la ricetta del tuo cocktail preferito (omaggio disponibile per i nuovi sottoscrittori della Fidelity Wine Card o con l'acquisto di due cartoni da 6 bottiglie).


Loc 10 Aprile Def




Bicchiere Italia

Arriva il calice tricolore dei 150 anni di Unita' d'Italia griffato Calici di Stelle
Gli eno-appassionati lo troveranno il 10 agosto nelle piazze delle citta' del vino e nelle cantine del movimento Turismo del Vino. Ecco tutti gli appuntamenti.

e' l'accessorio che mancava, perche' se e' vero che per festeggiare i 150 dell'Unita' d'Italia il mondo del vino si e' dato da fare, ora per gli amanti del buon bere, sempre alla ricerca di vere e proprie "chicche" enologiche da collezionare per degustare al meglio un vino, arriva il bicchiere ad hoc per il "brindisi dei brindisi" alla storica ricorrenza nazionale. e' il calice "tricolore" dei 150 anni dell'Unita' d'Italia, griffato con il marchio unico ed inconfondibile di "Calici di Stelle", l'evento piu' atteso del mondo del vino in estate, promosso dalle Citta' del Vino e dal Movimento Turismo del Vino, che gli eno-appassionati potranno trovare il 10 agosto, nella notte di San Lorenzo, nelle piazze e cantine di tutta Italia (info: www.terredelvino.net; www.movimentoturismovino.it).Dal Piemonte alla Sicilia, nei piu' importanti territori del vino del Belpaese, ecco gli appuntamenti dove si brindera' all'Unita' nazionale, osservando le stelle guidati dagli esperti dell'Unione Italiana Astrofili.

Si va dalla Valle d'Aosta dove si degusteranno i vini piu' alti d'Europa a Morgex, dai vigneti che si innalzano fino a raggiungere la quota di 1.225 metri sulle morene degli antichi ghiacciai del Monte Bianco (11 agosto), al Piemonte con il "re dei vini", il Barolo, protagonista nei calici a Barolo: qui e' di scena una degustazione commentata degli oltre 100 Barolo Docg 2007 dei produttori dell'Enoteca Regionale del Barolo, con la possibilita' di visitare il "Wi.Mu", il Museo del Vino. Ma anche con le "regine dei brindisi", le bollicine, ad Asti. E poiche' il brindisi cade in estate, perche' non versare nei calici uno di quei vini che alle spalle hanno il mare? Come il Vermentino, a Garlenda, Ortovero, Pornassio (26-28 agosto) e Ranzo (6 agosto) in Liguria. E poi a Levanto, con i banchi d'assaggio di vini liguri in spiaggia, ma anche l'imperdibile occasione di andare a "Scuola di Pesto" (13 agosto), per imparare tutti i segreti di un pesto come tradizione vuole, mentre, per i piu' romantici, degustazioni e brindisi sotto le stelle anche a Rio Maggiore, una delle Cinque Terre, lungo la "Via dell'Amore" (14 agosto).

In Lombardia, i brindisi saranno all'insegna delle grandi etichette dell'Oltrepo' a Cigognola, con i vini della Valtellina a Sondrio e con quelli caratteristici delle sponde del Lago di Garda, Chiaretto in primis, a Calvagese della Riviera, con le Cantine del Consorzio Garda Classico e la Strada dei Vini e dei Sapori del Garda. Anteprima di "Calici di Stelle", il 9 agosto, nella suggestiva cornice del Bella Riva Restaurant al Naviglio Grande a Milano, per un happy hour sfizioso a base dei migliori vini lombardi, liguri e ticinesi e delle bonta' da forno firmate da La Bottega di Olivia&Marino. Appuntamento anche a Nazzano con i vini della Valcalepio, dell'Oltrepo' Pavese, della Franciacorta, del Garda, del mantovano e della Liguria. Con il Friulano ed i grandi vini del Collio si brindera' in Friuli Venezia Giulia, come nella cornice di Piazza Tocai a Corno di Rosazzo e a San Floriano del Collio. E se a Grado saranno presenti alcune delle piu' importanti cantine di tutta la regione, che, nei Giardini del Municipio, proporranno in degustazione i loro vini a pochi passi dal mare (da Puiatti-Angelini a Lorenzon, da Valpanera a Pontoni, da Lis Neris a La Rajade, da Humar a Pizzulin Denis, fino a Conte d'Attimis-Maniago e Piera Martellozzo), "Calici di Stelle" si festeggera' anche a Majano (12 agosto), con il concerto del poliedrico Roy Paci e Aretuska, e a Rosazzo (12-13 agosto), in abbinamento alle migliori specialita' gastronomiche regionali, nel chiostro e nel giardino della secolare Abbazia nel cuore dei Colli Orientali del Friuli.

Le bollicine e i rossi del Trentino saranno invece protagonisti ad Aldeno (5 agosto), Isera (6 agosto) e nei giardini del Castello della Torre a Mezzolombardo, dove, in collaborazione con le Strade del Vino e dei Sapori del Trentino l'evento sara' all'interno di "Doc-Denominazione Origine Cinematografica", la rassegna con la proiezione dei migliori film del momento nelle cantine e nei palazzi piu' suggestivi del territorio. I vini dell'Alto Adige saranno, invece, in piazza a Bolzano. In Veneto? A celebrare "Calici di Stelle in Valpolicella" saranno le Citta' del Vino di Marano della Valpolicella, San Pietro in Cariano, Fumane, S. Ambrogio di Valpolicella e Negrar, a Marano, mentre il Prosecco sara' protagonista a Conegliano (29-30 luglio) e a Villa dei Cedri a Valdobbiadene con la cantina Bortolomiol. Sempre nel trevigiano, calici in alto a Asolo, Vazzola e Susegana (5-6 agosto). Per chi volesse trascorrere una serata romantica con cena sotto le stelle, in compagnia di musica, cucina raffinata e la possibilita' di indimenticabili brindisi, le cantine del Movimento Tursimo del Vino Veneto aprono le porte con possibilita' di visite e tour guidati, ma l'appuntamento e' anche a Villa Widmann a Mira di Venezia, con, solo per citarne alcune, Bosco del Merlo di Cantine Paladin e Tenute Tomasella.

In Emilia Romagna brindisi con il Lambrusco ad Imola, godendosi un bel film all'Azienda Agricola Tre Monti grazie a "Cinemadivino", il format dell'Enoteca Regionale Emilia Romagna che porta il grande cinema in cantina, e con il Sangiovese di Romagna tra Sant'Arcangelo di Romagna (anche il 9 agosto) e Coriano (7 agosto), e i bianchi di Romagna a Verucchio (11-12 agosto). I vini Doc dei Colli Bolognesi saranno invece protagonisti nella Cantina Manaresi di Zola Predosa, dove si potra' ammirare anche la mostra, omaggio a Mario Soldati, "Vino al Vino", mentre una sosta alla Cantina Gualdo di Sotto e alle vicine Terme di Riolo (Ravenna), saranno un'ottima occasione di relax e gusto. E chi scegliera' di trascorrere la notte piu' stellata dell'anno in Toscana, non avra' che l'imbarazzo della scelta: nel Loggiato del Palazzo Pubblico e nel Complesso Museale di Santa Maria della Scala a Siena o con il Chianti Classico a Greve in Chianti, Gaiole in Chainti (7 agosto) e Castellina in Chianti (anche il 6 e 7 agosto) fino a Castelnuovo Berardenga; il Nobile nella sua patria a Montepulciano, in Piazza Grande (da vedere, la mostra in Fortezza "Il Grifo - Il fumetto e' Arte", curata da Vincenzo Mollica, con Crepax, Fellini, Giardino, Manara, Pazienza, Pratt, Zezelj), dove "Calici di Stelle" festeggia il compleanno n. 10 con la Strada Vino Nobile Montepulciano e oltre 40 cantine del territorio (dalla Fattoria di Palazzo Vecchio alla Vecchia Cantina di Montepulciano e all'Azienda Agricola Nottola, per citarne solo alcune); o la Vernaccia a San Gimignano, le grandi etichette di Bolgheri a Castagneto Carducci, e con quelle della vicina Val di Cornia a Suvereto, Piombino (6-7-8 agosto) e Campiglia Marittima. Anche la Provincia di Grosseto sara' protagonista di "Calici di Stelle" tra la natura incontaminata del Parco Naturale della Maremma, in cui e' immersa la Tenuta Uccellina, i borghi medievali di Massa Marittima, con il suo Monteregio Doc delle cantine Ampeleia e Morisfarm, e di Campagnatico, dove la notte di San Lorenzo si festeggia alla Cantina Pieve Vecchia, in cui antico e moderno si mescolano con sapienza. E da Villa Cafaggio a Tenuta di Lilliano, saranno tante le cantine che apriranno le porte agli eno-appassionati.

In Umbria il "brindisi dei brindisi" ai 150 anni dell'Unita' d'Italia sara' all'insegna del Sagrantino di Montefalco a Montefalco (da ascoltare, il Coro polifonico Tommaso Frescura di Marcellano-Montecchio, diretto dal Maestro Emore Paoli, che ripercorrera' le musiche celebri del Risorgimento italiano), del Trebbiano Spoletino a Spoleto (5 agosto), dei "Vini del Cantico" a Torgiano (eventi clou, "Estasi culinarie" con la lettura di brani del grande critico gastronomico Muriel Burbery, e l'apertura straordinaria del Museo del Vino delle Cantine Lungarotti, e della sua Osteria, ma anche i laboratori didattici per i bambini) e dei nettari della Strada del Vino dei Colli del Trasimeno ad Umbertide, che per la prima volta, partecipa all'appuntamento, così come nella splendida cornice della cantina del Castello di Monte Vibiano Vecchio a Mercatello di Marsciano. I vini dell'Abruzzo saranno invece in piazza a San Martino sulla Marrucina (30 luglio), Vittorito (anche l'11 agosto) e Pratola Peligna (dall'8 al 10 agosto), ma anche nelle cantine del Movimento Turismo del Vino a Nocciano (Bosco Nestore & C.), Ortona (Agricola Dora Sarchese), Villamagna (Fattoria Licia) e Canzano (Cerulli Spinozzi). Nelle Marche, a Morro d'Alba, e nel Lazio, a Piglio, protagonisti saranno due fra i vini piu' particolari del Belpaese: il Lacrima di Morro d'Alba ed il Cesanese del Piglio. Nel Lazio, "Calici di Stelle" e' anche in provincia di Frosinone, Latina e Roma nelle cantine Vini Giovanni Terenzi di Serrone, Sant'Andrea di Terracina, Ganci a Borgo Grappa e Terre dei Rutuli a Pomezia con degustazioni di vini e prodotti tipici, musica e osservazioni guidate del cielo d'estate.

E poi, ancora brindisi con i migliori vini italiani: dall'Aglianico alla Falanghina a Campoli del Monte Taburno in Campania (dall'8 al 10 agosto), ai grandi vini di Puglia, protagonisti, a Manduria, patria del Primitivo, e con il Movimento Turismo del Vino Puglia (www.mtvpuglia.it), a Trani, ma anche a Otranto (6 agosto) e a Galatina (13 agosto), accomunate da un profondo legame fra storia, cultura e vocazione vitivinicola - dal Nero di Troia ai bianchi della Valle d'Itria al Negroamaro - e che, per l'occasione, si coloreranno con il tricolore: "Calici di stelle e' un evento dedicato alla qualita' del vino e dell'olio - spiega Vittoria Cisonno, presidente del Movimento Turismo del Vino Puglia - una festa che si rivolge ai visitatori della nostra terra e ai residenti che desiderano scoprire le caratteristiche e le novita' dei vini e degli oli della nostra regione. e' per questo che abbiamo messo a punto una serie di azioni che, con l'ausilio della professionalita' dei sommelier Ais, punteranno a sottolineare il valore culturale della degustazione, che significa accostarsi con attenzione, moderazione e rispetto a ciascun prodotto". E poi dall'Aglianico del Vulture a Nova Siri in Basilicata, al Moscato di Saracena proprio a Saracena in Calabria, fino alla Sicilia, dove gli eno-appassionati potranno brindare a Pantelleria, ma anche nella Terrazza di Casa Planeta all'Enoteca Comunale Strada del Vino Terre Sicane a Menfi ed Alcamo e in tutto il resto della regione: con l'Etna Rosso a Castiglione di Sicilia (e nella cantina Etna Wine) e Zafferana Etnea (8 agosto), a Monreale (Cantine Marchesi De Gregorio), Siracusa (Pupillo), Sambuca di Sicilia ospiti di Feudo Arancio, a Linguaglossa nelle Cantine Don Saro e presso la Tenuta Scilio di Valle Galfina e a Piazza Armerina (Tenute Gigliotto).

Ma ci sara' anche l'appuntamento con la "Notte Green" da Donnafugata a Contessa Entellina, per una festa all'insegna della sostenibilita' (in partnership con Amorim Cork Italia, leader mondiale per la produzione di sughero) e della produzione d'eccellenza: la curiosita'? Gli appassionati saranno protagonisti del progetto sostenibilita' raccogliendo e portando a Donnafugata il maggior numero di tappi di sughero, e per chi arriva almeno a 100, una bottiglia di La Fuga Chardonnay (www.donnafugata.it). Infine, in Molise a Campomarino, e in Sardegna, con il Cannonau a Jerzu (dal 4 al 10 agosto) e Serdiana (6 agosto) ed il Vermentino di Gallura a Monti.

E il brindisi oltrepassera' anche i confini, perche' sara' di scena anche a Verteneglio, Citta' del Vino della Croazia, e "Calici di Stelle" avra' anche un partner d'eccezione, La Bottega di Olivia&Marino (www.oliviaemarino.it) che, in collaborazione con il Movimento Turismo del Vino propone "Itinerari Enosfiziosi", dal Friuli Venezia Giulia alla Lombardia, dalla Liguria all'Abruzzo, passando per l'Emilia Romagna e la Toscana.




Antoine Corbineau

Gli incomparabili vini italiani visti da un illustratore francese
Con tratto semplice, quasi naif e molto colorato, tipico di Antoine Corbineau, la mappa, realizzata per l'azienda Carniato, gruppo francese che produce e distribuisce vini, mostra piccoli dettagli di ogni regione legati alle tipologie di vino, dallo Sforzato della Valtellina al Catarratto siciliano.

Il vino italiano visto da un francese. L'illustratore Antoine Corbineau ha segnalato in una mappa gli "Incomparabili vini italiani". Il progetto, per l'azienda Carniato, gruppo francese che produce e distribuisce vini, e' un poster 100 x 70 cm dove non, saranno proprio tutti, ma ci sono, ad occhio, i piu' importanti vini del Belpaese.

Con tratto semplice (quasi naif) e molto colorato, tipico di Corbineau, la mappa mostra piccoli dettagli di ogni regione legati alle tipologie di vino, dallo Sforzato della Valtellina al Catarratto siciliano.
Il progetto e' attualmente in progress. Il poster di 100 x 70 e puo' essere richiesto direttamente all'autore.




Roma Ponteamedeo

Estate 2011, il turismo del gusto batte quello delle citta' d'arte
Il 44% degli italiani pone in cima alla lista dei propri desideri la scoperta di nuovi vini e cibi durante le proprie vacanze e solo il 25% pensa alla visita di una citta' d'arte. Secondo una ricerca sulla stampa estera, invece, l'Italia e' la migliore destinazione enoturistica al mondo

Il turismo enogastronomico batta le citta' d'arte e l'Italia e' considerata la migliore destinazione enoturistica al mondo per la stampa estera. Secondo una ricerca su stampa estera dell'Osservatorio giornalistico internazionale Nathan il Saggio, promossa da Marchesi de' Frescobaldi, posiziona l'Italia al primo posto nel mondo con un indice Indmq (indice qualitativo di immagine che riassume numericamente il giudizio espresso dalla stampa estera) pari a 45,15%.
«Con 1,2 milioni di aziende vinicole e un ricavato dall'enoturismo di circa tre miliardi di euro, il settore vinicolo in Italia occupa una posizione primaria nel panorama economico nazionale. La regione piu' visitata per enoturismo e' la Toscana, seguita dal Piemonte e dal Veneto» (Der Standard, Thesy Kness Bastaroli).

«L'Enoturismo ha il vento in poppa» titola il quotidiano francese Le Point in un recente articolo, mentre Le Figaro ammette «Il vigneto e' il nuovo paradiso dei turisti, la Francia e', pero', indietro rispetto all'Italia». Infatti, la ricerca, condotta su oltre 100 testate internazionali per un totale di oltre 250mila articoli monitorati dal 1 gennaio 2010 al 15 giugno 2011, pone al secondo posto i cugini d'oltralpe (43,20%) e terzi, a sorpresa, gli Stati Uniti (41,65%). Quarta e quinta piazza parlano spagnolo con la Spagna (40,10%) e l'Argentina (38,25%). Sesto il Portogallo (35,70%), seguito dall'Australia (32,45%) e l'emergente Sud Africa (29,50%). Chiudono la classifica, la Germania (26,80%) e il Cile (25%).
Tra le regioni italiane, per la stampa estera e' la Toscana la capofila (65,30%), seguita da Piemonte (62,80%) e Veneto (60%15). Prima tra le regioni del sud, la Sicilia, quarta (57,40%). Il Friuli Venezia Giulia (53,20%) e' al sesto posto, chiudono la top ten Sardegna (50,10%), Emilia Romagna (46,75%), Lombardia (42,60%), Trentino Alto Adige (40,35%) e Marche (37,90%).

Il turismo enogastronomico batte quello artistico: il 44% degli italiani pone in cima alla lista dei propri desideri la scoperta di nuovi vini e cibi durante le proprie vacanze e solo il 25% pensa alla visita di una citta' d'arte. e' questo il quadro che emerge dalla ricerca Estate 2011, il turismo d'e'lite e l'enoturismo, promossa da Marchesi de' Frescobaldi (illustrata in occasione della presentazione della nuova Tenuta dell'Ammiraglia) e condotta dall'Istituto Piepoli su un campione di 306 persone di reddito medio-alto, tra i 25 e 55 anni.

Il 99% degli intervistati si dichiara attento alla qualita' delle vacanze e la ricerca soprattutto nell'alloggio (36%) e nel programma (35%), mentre luogo (19%) e costi (7%) ricevono un'attenzione inferiore. Se per l'alloggio e' l'albergo a confermarsi la scelta preferita con il 70% delle indicazioni, nel programma e' la scoperta di nuovi sapori (vini, piatti tipici) a registrare i maggiori consensi (44%) da parte degli intervistati, seguita dalla volonta' di visitare una citta' d'arte (25%) e l'immersione nella natura (15%).

A proposito di scoperte, l'85% del campione dichiara di essere interessato a visitare una tenuta vitivinicola, in particolare, per degustare cibo sano e di qualita' (65%), degustare vini sani e di qualita' (57%), visitare il territorio e i borghi circostanti (49%), per poter osservare la produzione del vino (25%) e godersi la natura (25%). Infine, il 95% degli intervistati e' concorde nell'affermare che i vini sono un ottimo volano per la promozione del territorio.




Roma Ponteamedeo

I 10 vizi che fanno bene alla salute
Ricerche dimostrano che alcune di quelle che noi chiamiamo cattive abitudini possono fare bene al nostro corpo. Ma attenzione: la parola chiave in questo caso e' moderazione

Buone notizie per i fanatici del benessere: salute non e' sempre sinonimo di rinuncia. A sostenerlo Susannah Felts e Jeannie Kimla, che hanno recentemente pubblicato un articolo sulla Cnn nel quale elencano i dieci vizi che fanno bene alla salute. Vi piace dormire? Adorate mangiare cioccolato mentre guardate un film? Basta con i sensi di colpa. Tutto questo e molto altro si puo' fare senza che il nostro organismo ne risenta, anzi. Abbiamo analizzato i dieci vizi con l'aiuto di due specialisti di Humanitas: la psicologa Emanuela Mencaglia e Stefano Ottolini, medico del pronto soccorso.

1. Dormire
La risposta degli esperti e' unanime: dormire fa bene alla salute. Ricarica le nostre energie, aiuta il sistema immunitario, diminuisce l'ipertensione e favorisce la memoria. "Le statistiche consigliano di dormire circa otto ore a notte. In realta' esistono anche alcune persone a cui bastano quattro o cinque ore di riposo dopo le quali sono assolutamente attive, presenti e riposate. Anzi, ad alcuni dormire piu' ore di quelle abituali lascia ‘intorpiditi' ed spesso lamentano cefalee" spiega Emanuela Mencaglia. Dormire e' quindi fondamentale, naturalmente seguendo i ritmi che il nostro organismo ci suggerisce. "Si stanno pian piano riscoprendo gli antichi valori di saggezza popolare. Dormire fa sicuramente bene, la quantita' di ore deve essere gorvernata dal buonsenso e dalle abitudini di ciascuno. La medicina deve subentrare nel momento in cui ci siano patologie legate al sonno. Fino ad allora, dormire fa bene" dice Stefano Ottolini.

2. Concedersi una pausa dal lavoro
Una fuga dal lavoro, anche solo di una giornata, allevia lo stress, abbassa la pressione sanguigna e diminuisce il rischio di problemi al cuore. Come dice il dottor Ottolini: "Staccare la spina e' decisamente necessario per il benessere sia fisico che psicologico. Il nostro stesso ritmo lavorativo che comprende cinque giorni di lavoro e due di riposo lo prevede. Le pause, poi, variano a seconda del tipo di lavoro. Ad esempio quello del pronto soccorso richiede pause piu' brevi ma piu' frequenti". La dottoressa Mencaglia aggiunge: "Piu' che saltare giorni di lavoro, ritengo che sia un errore saltare i giorni di ferie. Le vacanze e i fine settimana lunghi sono molto utili per riequilibrare la mente e il corpo, ma per essere efficaci devono essere realmente giorni di ferie. Se una persona ha accumulato giorni di vacanza, e' giusto che li utilizzi".

3. Il sesso
Tra i vizi non poteva mancare il sesso, il modo piu' piacevole di mantenersi in forma. "Il sesso, oltre a provocare un dispendio calorico, rilascia sostanze quali endorfine e ossitocina, che hanno un'efficacia nella prevenzione di problemi cardiovascolari e a livello di pressione arteriosa. Le endorfine stimolano inoltre in senso positivo il nostro umore" afferma il dottor Ottolini. Oltre giovare al nostro fisico, il sesso aiuta anche il benessere mentale, come dice la dottoressa Mencaglia: "a far bene non e' solo il sesso in quanto tale, quanto condividerlo con qualcuno che abbia le stesse emozioni e, soprattutto gli stessi obiettivi. Alcuni utilizzano il sesso come mezzo per avere qualcuno vicino, per trovare ‘affetto'. Se l'incontro non ha un ‘fine' condiviso, c'e' il rischio che diventi frustrante, in quanto puo' nascere una serie di fraintendimenti o aspettative destinate a essere deluse. Per far bene, il sesso deve essere orientato a un fine comune a entrambi".

4. La dose giornaliera di cioccolato
"e' giusto e sano trasgredire di tanto in tanto mangiando cioccolato, ma deve essere gestito in modo intelligente: e' il cioccolato fondente quello consigliato anche dai nutrizionisti, purche' sia consumato sempre in dosi corrette" dice la dottoressa Mencaglia. Aggiunge il dottor Ottolini: "Il cioccolato e il cacao contengono sostanze che, oltre a svolgere un'attivita' tonica e trofica sulle pareti dei vasi sanguigni, rilasciano degli antiossidanti. Come sempre, e non solo riguardo all'alimentazione, poco di tutto fa bene".

5. Concedersi serate tra amici e in famiglia
e' molto importante svagarsi con gli amici e avere buoni rapporti in famiglia per il nostro benessere psicologico. Afferma a riguardo la dottoressa Mencaglia: "Famiglia e amici sono fondamentali, quando sono in sintonia con noi stessi, e ci permettono svago ed intimita', come nel caso di situazioni critiche o di malattia. La rete sociale positiva e' molto importante per migliorare la qualita' di vita e avere frequentazioni sane e piacevoli favorisce il benessere della persona."

6. Cibi grassi
"L'abolizione assoluta di tutti i cibi grassi dalla nostra alimentazione ci porterebbe a morte in breve tempo. I grassi sono un alimento costitutivo del nostro organismo, quindi dobbiamo introdurli quotidianamente con l'alimentazione. Anche in questo caso e' importante non solo la quantita' dei grassi assunti ma anche la qualita' di questi ultimi, privilegiando in linea generale i grassi di origine vegetale rispetto a quelli animali. e' molto importante anche l'omega 3, contenuta, per esempio, nel merluzzo, nel salmone e nel tonno Almeno il 10 per cento di quello che mangiamo tutti i giorni deve essere costituito da massa grassa." afferma il dottor Ottolini.

7. Il caffe'
Il caffe', oltre a svolgere una funzione energizzante, fa bene alla salute. Come infatti dice il dottor Ottolini: "alcuni studi dimostrano che l'assunzione moderata di caffe', si parla di due tazze al giorno, nel soggetto adulto, puo' portare a prevenire e a ridurre l'incidenza di demenza senile, di Alzheimer e altri problemi che giungono con l'eta'".

8. I massaggi
"Il massaggio fa molto bene sia dal punto di vista psicologico che fisico. Essendo comunque una pratica molto intima, e' bene che venga svolto da una persona con la quale ci si sente a proprio agio e nella modalita' piu' adatta alla propria personalita'. Alcune persone preferiscono massaggi delicati, altre necessitano pressioni piu' sostenute. Conoscendo bene se' stessi, si riesce a ottenere di piu' da queste piccole concessioni" dice la dottoressa Mencaglia.

9. Crogiolarsi al sole
Come dice la dottoressa Mencaglia: "la luce e' un anti-depressivo naturale. Studi effettuati nei paesi scandinavi hanno dimostrato che nei mesi invernali la percentuale delle persone che riporta sintomi depressivi aumenta notevolmente. Tutta la luce naturale fa bene; in particolare il sole che viene associato alla vacanza e allo svago, e alle attivita' all'aria aperta". Aggiunge il dottor Ottolini: "L'esposizione al sole, con le dovue cautele e le giuste modalita', e' un toccasana per l'organismo. Il sole favorisce la produzione di vitamina D che a sua volta facilita l'assorbimento del calcio a livello osseo. Ci sono anche effetti benefici a livello cardiovascolare e la prevenzione di alcuni tipi di cancro. e' logico che l'eccessiva esposizione senza le dovute precauzioni provoca problemi alla pelle e non solo (sono noti a tutti i problemi possibili dovuti a una eccessiva esposizione ai raggi solari: ustioni, colpo di sole, colpo di calore, etc). e' sempre l'eccesso che fa male".

10. Un bicchiere di vino al giorno
Anche in questo caso e' necessario specificare che il bicchiere deve essere uno e che bisogna usare moderazione. "La modica assunzione di vino ha un effetto benefico a livello cardiocircolatorio e a livello di produzione di sostanze antiossidanti" specifica il dottor Ottolini. "La quantita' ‘corretta' da assumere dipende in genere dall'eta', dal peso, dalle condizioni generali di salute e dalla capacita' del nostro organismo di metabolizzare l'alcool assunto".






Sabato 11 e domenica 12 giugno degustazione in Cantina
Vi aspettiamo per la degustazione di Sheratan Ortrugo Brut Spumante in abbinamento al lardo d'Arnad DOP.

Sabato 11 giugno:
presso il punto vendita di Piacenza

Sabato 11 e Domenica 12 Giugno:
presso il punto vendita di Vicobarone



Loc 10 Aprile Def






Meglio poco che niente
Il vino e' da sempre portatore di cultura, eleganza, tradizione. Ma, essendo un alimento, anche di benefici per il corpo...

Che il vino porti con se' un bagaglio di cultura, tradizione, piacere unici rispetto a qualsiasi altra bevanda alcolica e' un fatto assodato. La sua straordinaria poliedricita' gli permette un protagonismo assoluto nei momenti piu' disparati, divenendo di volta in volta elemento di aggregazione o elemento distintivo di un'eleganza innata. Ma, essendo un alimento, se consumato con moderazione, porta numerosi benefici: secondo una ricerca dell'International Scientific Forum on Alcohol Research, un consumo frequente ma moderato puo' far diminuire fino al 60% il rischio di sviluppare il fegato grasso, causa di molte malattie legate all'obesita'.
La ricerca, condotta in Giappone, ha registrato le abitudini di consumo di 9.885 uomini. Tra i bevitori moderati e' stata riscontrata la piu' bassa prevalenza di steatosi epatica, ma ulteriori verifiche hanno dimostrato che c'e' una vera e propria associazione rispetto a quanto spesso si beve. Coloro che hanno bevuto 3 o 4 bevande alcoliche in una finestra temporale di 21 giorni in un mese sono risultati avere il piu' basso rischio.
"Le osservazioni - si legge nel rapporto - suggeriscono che il consumo di alcol svolge un ruolo protettivo contro il fegato grasso negli uomini, e che puo' contribuire notevolmente a questo effetto favorevole". Cio' non toglie pero' che bisogna stare attenti a non esagerare, ma nonostante tutto, meglio poco che niente !






La moda invade il mondo del vino.
Dopo i cavatappi vintage ed i decanter di design, arrivano la borsa frigo glamour e la borsa a forma di tappo di sughero. Avvertite le enoappassionate: mai piu' scuse su che borsa indossare per una serata all'enoteca

La moda si sa, e' il settore piu' invasivo.
Riesce a penetrare e permeare tutto e tutti. Quando poi si parla di oggetti cult o d'elite come puo' essere una bottiglia di vino, il binomio sembra inevitabile. Il mondo moda-vino e' spesso legato agli oggetti accessoriali: esempi eloquenti in tal senso li abbiamo avuti con i cavatappi vintage ed i decanter di design. Ma la moda risponde agli atavici problemi che il mondo del vino difficilmente si pone.
Ma vi siete mai chiesti quanto e' poco glam portare una bottiglia fuori di casa? Il mondo della moda aiuta a vivere meglio i piccoli momenti dimenticati; quei momenti di passaggio che all'occhio del non attento passano inosservati. Come la differenza tra presentarsi a cena con una bottiglia dentro una busta di un qualunque supermercato oppure in una borsa frigo fashion!
Ci ha pensato la Ramuner a scansare ogni qualsiasi problema creando la Ramuner Revolution Bag (info: 031/571883, info@ratafia.eu, info@ramuner.com).
Una borsetta termica multiuso perfetta per tenere fresco lo spumante, ma utilizzabile anche come centro tavola. Una borsa versatile e glamour disponibile in diverse versioni, come in pitone, lapin, coccodrillo, cavallino, ecopelle e personalizzabile. La Ramuner-Revolution bag offre in piu' un bracciale coordinato alla borsetta perfetto per non passare inosservati.

Ecco il Cork PoufMa le novita' non sono certo finite qui. Hai un appuntamento in una vineria, enoteca o in un lounge bar e non sai che borsa portare? Ovviato il problema con "Wine" il pouf a forma di tappo di bottiglia, chiaramente rivestito in sughero naturale con trattamento antimacchia.
La borsa ideata da Doimo Decor ha la particolarita' di avere anche l'etichetta posizionata sul fianco della seduta, che riprende in chiave ironica quella dei vini piu' pregiati (info: www.doimodecor.it). E quindi, cari wine&fashion-lovers, c'e' chi pensa anche a voi per non farvi mai piu' sentire a disagio in nessuna situazione.






Sabato 7 e domenica 8 maggio degustazione in Cantina
Vi aspettiamo per la degustazione di Almaco Ortrugo D.O.C. in abbinamento al prosciutto crudo di Sauris

L'abbinamento
Prosciutto SAURIS (Friulano): le sue radici risalgono ai tempi dei primi coloni, i quali per conservare i cibi usavano l'affumicazione al posto del sale difficilmente reperibile. La passione e l'esperienza crescente oggi ci regalano un nuovo I.G.P. dalle caratteristiche visive, olfattive e gustative di grande raffinatezza.
Il sommelier ve lo propone in degustazione con un prodotto D.O.C. autoctono dei Colli Piacentini: Almaco Ortrugo Frizzante

Sabato 7 Maggio:
presso il punto vendita di Piacenza

Sabato 7 e Domenica 8 Maggio:
presso il punto vendita di Vicobarone


Loc 10 Aprile Def




Vinitaly 2011 520

Post Vinitaly, cosa serve al settore? Tornare a fare il vino italiano
Occorre un cambio di passo, un giro di boa, nuovo ciclo. L'Italia deve assumere la leadership strategica. Basta puntare sui volumi. Il consumatore globale vuole vini moderni, semplici, abbinabili sempre e con tutti. L'Italia deve tornare a fare i "vini italiani", perche' sono quelli del futuro

Un capolinea, una pietra miliare, un nuovo senso enologico, una nuova vita con il vino... credo proprio di sì. Causa la crisi, causa i cambiamenti di vita, causa la naturale ciclicita' della vita di ogni prodotto, causa uno sviluppo e un nuovo tipo di consumatore… non so, ma sta di fatto che probabilmente una epoca si e' chiusa… senza bisogno di un metanolo.
Sommelier e guide hanno svolto un grande lavoro dal 1985 a oggi, qualificando e insegnando a degustare e riconoscere i vini e i migliori, contribuendo a far nascere una Italia e un mondo del vino diverso, attento, colto, affamato di informazioni, desideroso di capire e di formarsi grazie proprio ai "maestri" sommelier e ai "guidaioli".

Le guide per anni hanno puntato su vini nazionali introvabili, espressione di un gusto globale di prodotto proveniente dall'estero, molto di parte, anche costosi, creati in aree senza tradizioni, solo per certe tipologie, in genere vini importanti, corposi, strutturati.
Ma oggi e' tutto cambiato: il consumatore vuole bere quello che gli piace e lo soddisfa, beve in modo soggettivo e privato, non sono piu' referenziali e indicatori di un modo di bere collettivo, non guidano piu' i vini ai premi e alle medaglie, non dettano i nomi e le etichette, non designano o non omologano la tipologia del vino da bere, non si parla piu' di vino elitario, narcisistico, edonistico da imitazione.

Il consumatore e' cresciuto grazie a sommelier e guide, ma oggi e' piu' colto, piu' attento, piu' informato, individuale, ma consuma 3 volte meno di qualche decennio fa (40 litri/anno contro i 120 degli anni '70), forse perche' non si identifica piu' con quel tipo di rapporto vino/consumatore. Negli ultimi 25 anni la qualita' dei vini, la ricerca, le scelte produttive hanno inciso a creare un vino uniformato: rosso, invecchiato, superiore, riserva, morbido, strutturato, ricco, corposo, incommensurabile, da guardare, centellinare, autoreferenziale, auto narcisista!

Ebbene il Vinitaly scopre che e' in atto un cambio di passo, c'e' una voglia di semplicita', di accessibilita', di soggettivita', di godimento personale e non collettivo, si beve vino fresco, giovane, moderno, accattivante, emozionale e di piu' bassa gradazione... In questo contesto di "domanda" nazionale ed estera si capisce il successo di spumanti e frizzanti sia italiani sia francesi, sia spagnoli, ma anche russi e tedeschi. Si parla di 4 miliardi di bottiglie all'anno consumate nel mondo, di vino, e sottolineo la parola "vino vero" fra bollicine spumanti e frizzanti, di cui circa 850 milioni sono made in Italy. Parliamo di frizzanti e spumanti italiani, ma Prosecco e Lambrusco sono i nomi veri con l'aggiunta di tante nicchie sempre di qualita', dal metodo classico ad altri metodi italiani sparsi per la penisola.
C'e' voglia di effervescenza, c'e' voglia di sentimenti, di emozionalita'… Finora tutti vini poco considerati dalle guide perche' con nascita "frizzantina", quasi da nascondersi, tipologia poco avvezza a far disquisire al ruotare del calice, non riconosciuti dal gusto di pochi, quelli di riferimento nel mondo. Ebbene oggi sono in auge perche' si abbinano facilmente a tutti i piatti, a tutte le culture a tavola, sono di pronto approccio, sono poco impegnativi...
Tutto questo deve far riflettere anche sulla promozione, sulla organizzazione del mondo produttivo, sulle scelte comunicative, sulla necessita' di capire e soddisfare una domanda ampia di consumo e non una elite ristretta che riduce la diffusione del consumo sempre in ambito di massima sicurezza e salute, occorre ragionare sulla necessita' di differenziare tipologie per canali di vendita, per Paesi, per fasce di consumo. L'Italia deve essere meno orgogliosa dei primati dei volumi e delle quantita', meno propensa a soddisfare esigenze e logiche politiche-produttive, meno succube di scelte da neofiti e da preziosismi linguistici e descrittivi, l'Oenotria Tellus deve essere piu' ambiziosa, riprendersi una leadership di storia, di cultura, di indirizzo, di formazione a tavola e nel bicchiere, deve esprimere una sua identita', unica, autentica, autoctona, storica che insegna a fare il vino ad altri, non a scimmiottare o rincorrere gusti da "aste", vini da conservare e regalare, e di altri Paesi.

Importante e' anche non insegnare alle nuove generazioni di vignaiuoli a non creare il vino per ricevere un bel voto, ma per raggiungere nuovi consumatori e far tornare la voglia al consumatore italiano di bere vino. Magari, se fosse possibile, anche con uomini e tecnici che siano avvezzi per esperienza e per conoscenza (anche estera) di come scrivere leggi e norme intelligenti e di buon senso, di lungo respiro, non da fine settimana, da inesperti, soprattutto senza farsi del male da soli, senza fare critiche inutili.

Fonte: www.italiaatavola.net
Autore: Giampietro Comolli



Giovani E Bollicine
Consumi trendy per le bollicine Il mondo del vino parla "effervescente"
Le bollicine sono i vini del futuro. Passato un primo periodo, il prezzo per alcuni vini spumanti italiani non sara' piu' un fattore determinante dell'acquisto. Nel 2011 i produttori devono puntare sulla crescita qualitativa, e' necessario che le grandi Denominazioni attuino un sistema di controllo

Nel 2011 il consumatore di vini con le bollicine chiedera' ancor piu' informazione, dettaglio e soddisfazione, quindi crescera' in cultura e conoscenza.
Il mercato interno registra che in molte regioni italiane i consumi di bollicine sono ancora marginali, il consumatore non conosce il grande patrimonio produttivo nazionale e le opportunita' di consumo, spesso legato a tradizionali abbinamenti con la cucina. Lo stesso all'estero: l'Italia esporta in 78 Paesi, la Spagna in 117 e la Francia in 180. C'e' ancora un forte margine di crescita su tutti i mercati, in tutti i canali e fra i diversi consumatori, alla ricerca di sensazioni e di emozioni a tavola.

Le bollicine sono il vino del futuro. Passato un primo periodo, il prezzo per alcuni vini spumanti italiani non sara' piu' un fattore determinante dell'acquisto. Occorre una chiarezza anche sul rapporto valore/identita'.
Basta parlare di rapporto qualita' e di prezzo perche' porta a spuntare sempre un prezzo verso il basso. Nel 2011 i produttori devono puntare sulla crescita qualitativa, ma soprattutto e' necessario che le grandi Denominazioni attuino un sistema di controllo e di gestione della produzione, per avere numeri certi, una valutazione del valore e un rispetto delle identita'.

I primi tre mesi del 2011 confermano il trend di crescita "ancora" per le bollicine italiane. In piu' anche i vini " frizzanti" segnano un progresso significativo: gia' evidenziato nel 2010, ora sembrano rappresentare la chiave per entrare in certi mercati nuovi, con consumatori neofiti per il vino. Piu' facile far cadere le barriere d'entrata con vini semplici, vini rossi e bianchi, effervescenze ideali per ogni palato, adattabili ad ogni abbinamento dal sushi al carre' di carni e verdure con salse, un costo accessibile anche a chi fino a ieri non si poteva permettere una bottiglia di vino.

Ovse.org indaga su consumi e sulle spedizioni nei mercati. La produzione italiana fa segnare alti e bassi: in forte crescita i prezzi dei vini base per i vini spumanti di Prosecco Doc e soprattutto del Cartizze Superiore di Valdobbiadene Docg che fa segnare il record intorno a 7 euro al litro sfuso, meno tiraggio invece nelle capitali del metodo classico da Franciacorta a Trento, da Altalanga a Oltrepo Pavese. Rispetto ai primi 3 mesi del 2010,Ovse.org registra una crescita delle spedizioni pari a circa il 18% nei primi mesi del 2011, soprattutto per Asti e Prosecco. Principali mete, sono la Russia (fra spumante e frizzante cresce del 25%), la Germania (+12%), il Brasile (+9%). I prezzi all'origine non hanno subito incrementi, il prezzo al consumo nei canali tradizionali e' leggermente in crescita, invece nella GDO internazionale i prezzi al consumo sono in calo per la stessa etichetta.
Cresce sempre la quota dei vini spumanti "generici" ovvero quelli senza una chiara origine delle uve, a vantaggio quindi dei marchi che vendono con nomi di fantasia utilizzando blend a base di uve Moscato o uve Prosecco-Glera. Buona anche la presenza di Malvasia spumante e Riesling italico sui mercati europei.

In Italia, invece, i consumi domestici sono ancora in crescita per spumanti e frizzanti, quindi con incrementi di acquisti nella Gd e Coop. Anche lo Champagne segna una certa ripresa, ma solo con i marchi noti e i prodotti millesimati, calano i marchi nuovi e quelli dei piccoli produttori. In Italia cresce enormemente la quota destinata ai vini spumanti a marchio Dop (+7%) e, nei primi mesi del 2011, calano i consumi di bottiglie spumanti senza una chiara origine di provenienza del vino. Prime note positive anche nei ristoranti ed enoteche che dopo il calo dei consumi nel 2009 e 2010 fanno segnare una ripresa, lenta , ma di buon auspicio.
Sempre pero' per vini spumanti a prezzi decisamente contenuti. Buone anche le performance, pero', dei vini " millesimati" e dei grandi nomi nazionali: Ferrari e Berlucchi in testa per il metodo classico con le etichette piu' blasonate e Mionetto, Bortolomiol, Ruggeri e Vald'Oca per il mondo del Conegliano Valdobbiadene Docg Prosecco Superiore. Un caso: record assoluto per il Cartizze Spumante Docg Extra Dry in grande distribuzione a 12,5-14,5 euro in media a bottiglia sullo scaffale.


I dati definitivi anno 2010 confermano le anticipazioni
Dati definitivi per il 2010: 376 milioni di bottiglie consumate in Italia e nel Mondo a fronte di 380 milioni di bottiglie prodotte e tirate fra metodo classico e metodo italiano. 24 milioni di bottiglie metodo classico consumate nell'anno, di cui 10,2 di Franciacorta e 8,1 di Trento. Destinate al consumo nazionale sono 22,750 bottiglie, mentre solo 1,180 milioni sono le bottiglie che prendono la strada di Paesi esteri.

La Lombardia si conferma la prima regione italiana per l'origine del metodo classico con 15,3 milioni di bottiglie (pari al 64% del totale), a fronte di un tiraggio di 18 milioni. 352 milioni sono, invece, le bottiglie di metodo italiano consumato, di cui 127 milioni per il mercato interno e 225 milioni per i 78 mercati esteri.
Principali mercati si confermano Germania, Usa, Regno Unito, Russia e Svizzera. Il mercato dei vini con le bollicine italiane vale nel complesso 2,9 miliardi di Euro, di cui 225 milioni di euro derivanti dal metodo classico.

Fonte: www.italiaatavola.net






Vicobarone su Il Mio Vino di maggio
Pane, salame e bollicine rosse
Questo mese la Cantina di Vicobarone e' presente nella rubrica "stasera mi bevo" del prestigioso mensile Il Mio Vino. Nel numero di maggio 2011 si parla di Vigore, "un Gutturnio Frizzante fresco e fruttato". Qui l'incipit: Il "Vigore" 2009 di Vicobarone e' un Gutturnio Frizzante fresco e fruttato. La sua effervescenza lo rende il perfetto compagno di bolliti e soprattutto dei gustosi salumi della tradizione Per scaricare le due pagine dell'articolo, clicca qui clicca qui


Il Mio Vino Big







Cantine Aperte a Vicobarone
Quest'anno la Cantina di Vicobarone partecipa a Cantine Aperte, che come sempre cade l'ultima domenica di maggio. Quindi, il 29 maggio tutti a Vicobarone per le degustazioni e le abituali visite guidate in cantina.

Cantine Aperte, e' l'evento piu' importante che si svolge in Italia con protagonista il vino, la sua gente e i suoi territori. Da ben 19 anni, nell'ultima domenica di maggio, le cantine socie del Movimento Turismo del Vino aprono le proprie porte al pubblico, favorendo un contatto diretto con gli appassionati del vino.
L'interesse verso l'evento e' cresciuto notevolmente di anno in anno ed ha attirato sempre piu' l'attenzione di turisti e residenti, incuriositi dalla manifestazione ma soprattutto desiderosi di fare un'esperienza di grande valore culturale e umano.
Per saperne di piu' clicca qui








Degustazione in Cantina sabato 9 e domenica 10 aprile
Vi aspettiamo per la degustazione di Barone, Gutturnio a rifermentazione naturale in bottiglia creato in occasione del 50° Anniversario della Cantina,
in abbinamento alla Porchetta di maiale di Cinta Senese
Sabato 9 Aprile: presso il punto vendita di Piacenza
Sabato 9 e Domenica 10 Aprile: presso il punto vendita di Vicobarone


Loc 10 Aprile Def





Un bicchiere di ottimismo
L'aroma dei nostri vini torna a primeggiare nel mondo L'eterna sfida con la Francia... Italia-Francia, l'eterna sfida. Dalla crisi libica alla ristorazione, dal calcio alla moda, fino ad arrivare, ovviamente, al vino.
Per il 45° Vinitaly (dal 7 all'il aprile a Veronaflere) le cifre ufficiali sono affidate all'Oiv (Organisation internationale de la vigne et du vin), che pone l'Italia al secondo posto come produttore mondiale di vino con ,6 milioni di ettolitri dietro la Francia con 44,8 milioni. Ma le stime di Assoenologi sono diverse. Per l'organismo italiano noi abbiamo prodotto 45,5 milioni di ettolitri sopravanzando così i cugini.

Sono Giovanni Zonin, presidente dell'omonimo gruppo vitivinicolo italiano che spazia dall'Oltrepo' pavese alla Sicilia, Roberto Anselmi, titolare dell'azienda del Monteforte d'Alpone (Vr) e Giuseppe Martelli, direttore di Assoenologi e Piergiovanni Pistoni, presidente Federazione Vitivinicola di Confagricoltura, a tentare di dirimere l'annoso contrasto tra i due colossi del vino mondiale. "Il mercato - esordisce Giovanni Zonin - si e' ripreso.
Le cantine si stanno lentamente svuotando. Sono abbastanza ottimista, l'Italia del vino crescera' in qualita' e vendite". Il nostro Paese sta beneficiando dei passaggi a vuoto dei nuovi concorrenti come Australia e Cile che hanno dovuto superare due gravi avvenimenti: la siccita' e il terremoto. Nel mondo la richiesta non e' diminuita: nel 2010 e' andata tra i 232 ai 247,6 milioni di ettolitri. Australia e Cile producendo meno non hanno potuto soddisfare la domanda e l'Italia ha sottratto fette di mercato alle due rivali Ma la produzione meno abbondante e' sempre sinonimo di pregio? "Non sempre il rendimento piu' basso significa maggiore qualita' - riprende Zonin -. La vite deve avere Il suo equilibrio e per essere In stato ottimale dovrebbe generare tra uno e due chili di uva".

Il tema dei prezzi e' piu' che mai attuale. Nella grande distribuzione oramai si trovano vini a 2-3 euro.
Il produttore e' tutelato? "Questi vini - dice Roberto Anselmi - non sono affatto cattivi o imbevibili, perche' l'enologia negli ultimi anni ha compiuto passi da gigante". Allora perche' il prezzo e' così basso?
"Il valore economico di base di queste bottiglie e' contenuto. Per cui molti agricoltori preferiscono dare le uve alle grandi cooperative, invece che produrre vino per conto proprio. Le cooperative, realizzando vino sfuso, lo rendono piu' economico per il consumatore". Ma tipa vigna e' sempre redditizia? " e' "sua maesta' il consumatore" a stabilire il successo o l'insuccesso di un'etichetta - sostiene Giuseppe Martelli, direttore di Assoenologi -.
Ogni vitigno ha una sua curva di produzione che a un certo punto si incrocia con quella della qualita'. Ci sono dei vitigni che danno il meglio con limitate produzioni, altri che danno un carattere al vino anche con produzioni piu' elevate. Le pratiche nel vigneto vanno stabilite e calibrate a seconda di quello che si vuole ottenere, sicuramente per tuffi l'eccesso di prodotto e' sempre negativo. Ecco perche' si e' proceduto in questi ultimi anni nella pratica del diradamento dei grappoli e nella potatura verde (ovvero la rimozione delle piante quando i grappoli non sono ancora maturi, ndr.)".

La Commissione ha finanziato l'estirpazione di circa 175 mila ettari in tre anni in tutta la Comunita'. Cio' ha portato all'eliminazione di 6,5 milioni di ettolitri di vino di valore irrilevante. "Tuttavia l'estirpazione definitiva - osserva Piergiovanni Pistoni presidente della Federazione Vitivinicola di Confagricoltura - non e' uno strumento efficace per la riduzione delle eccedenze, non sono convinto che serva una politica del genere. Soprattutto a livello europeo, si rischia una contraddizione: perche' nel 2015 entrera' in vigore la liberalizzazione dei diritti di impianto dei vigneti. E dobbiamo anche considerare che fuori dal nostro Continente sono sempre di piu' i Paesi aggressivi che continuano ad ampliare il loro potenziale produttivo. Gli altri si rafforzano mentre noi ci indeboliamo". A questo punto, in prospettiva, forse non e' il caso di continuare nella rivalita' con i nostri "cugini" francesi.

260: I milioni di ettolitri della produzione mondiale di vino nel 2010. Rispetto al 2009 si e' avuto un decremento del 4%
232: I milioni di ettolitri di vino consumati nel pianeta. Nel 2009 gli amanti del buon vino erano arrivati a 236,7
3,9: in nmiliardi di euro il valore dell'export italiano nel 2010 che segna un +11,7% rispetto al 2009
+23%: Le esportazioni dell'Italia verso le nazioni extra Ue (Russia +59,6%, Canada +28,6%, Svizzera +12,5%, Usa +11%)
13,5: In miliardi di euro il valore del vino in Italia a cui si devono aggiungere circa 2 miliardi di indotto

Autore: Maurizio Di Gregorio






Quattro italiani su cinque preferiscono il vino tappato con il sughero.
Secondo un'indagine demoskopea, l'81% degli italiani consumatori di vini in bottiglia ritiene che il sughero protegga la qualita' del vino preservandone gusto e caratteristiche.

Il vino tappato con il sughero ha piu' valore ed e' piu' glamour. Ben 4 italiani su 5 infatti lo preferiscono ad ogni altro tipo di tappatura; secondo gli intervistati il sughero contribuisce a dare valore al vino, preservandone il gusto e le caratteristiche.

Lo si evince da una ricerca Demoskopea sulle diverse tappature del vino, realizzata nell'ambito della campagna d'informazione e sensibilizzazione sul sughero, da cui emerge che l'81% degli italiani acquirenti o consumatori di vini in bottiglia ritiene che i tappi in sughero siano la soluzione migliore per proteggere la qualita' del vino, mentre il 79% e' convinto che una bottiglia tappata con il sughero acquisti piu' valore (info: www.demoskopea.it).

La ricerca e' stata condotta su un campione molto variegato (uomini e donne di tutta Italia, di eta' compresa tra i 18 e i 79 anni, che si dichiarano consumatori e/o acquirenti di vino in bottiglia nell'ultimo anno) con l'obiettivo di rilevare quale sia la percezione che i consumatori e gli acquirenti hanno del tappo di sughero.
I risultati dimostrano quanto gli italiani associno per tradizione e comprovata esperienza il tappo di sughero al vino e considerino questa relazione un connubio ideale. Tra le motivazioni della predilezione per i tappi in sughero, troviamo infatti in primo luogo la percezione del materiale naturale come espressione della tradizione (89%), seguita dalla consapevolezza di come l'uso del sughero sia di aiuto all'ambiente, attraverso la salvaguardia delle foreste di querce (79%).

Aprire una bottiglia tappata con il sughero e' inoltre un rito carico di charme ed eleganza. L'81% degli intervistati, infatti, sostiene che stappare e annusare il tappo rende ancora piu' piacevole il consumo del vino (il 36% lo ritiene molto importante e un ulteriore 45% lo ritiene abbastanza importante).
Il sughero aiuta il vino a restare vivo e ad evolversi nel tempo preservandone correttamente gusto, charme e raffinatezza.
Dalla ricerca emerge infatti come, nella percezione comune, il vino tappato con il sughero acquisti in immagine (76%) e di come la tappatura con questo materiale sia collegata alla qualita' del vino (72%) e ne protegga le caratteristiche (71%).
Minore (45%) e' invece la percentuale di chi Io ritiene piu' costoso rispetto agli altri sistemi di chiusura delle bottiglie.

Un materiale ricco di virtu', il sughero, che tuttavia risulta ancora essere poco conosciuto. Dalla ricerca si evince che poco piu' della meta' degli intervistati (58%) sa che il sughero e' totalmente riciclabile e pochi (9%) conoscono con esattezza la frequenza della raccolta del sughero.
Fonte: Winenews




Sapori d'Italia
sabato 12 e domenica 13 marzo
L'Italia unita da 150 anni di gusto
Ti aspettiamo per tutto il fine settimana:
SABATO 12 nei punti vendita di Piacenza e Vicobarone,
DOMENICA 13 nel punto vendita di Vicobarone

Loc 13 Marzo 2011 Big



Colnago 2011 Th

Campionato A.I.D.O. Cantina di Vicobarone
Granfondo Colnago in collaborazione con AIDO Italiano e con il CIP Comitato Paralimpico Italiano permettera' agli atleti trapiantati di confrontarsi nel Campionato A.I.D.O. Cantina Sociale di Vicobarone sul percorso Cicloturistico (piccolo fondo) di 70 Km oppure sul percorso Medio Fondo di 125 km.

Questa iniziativa voluta dagli organizzatori ha trovato supporto nella Cantina Sociale di Vicobarone, partner della piu' grande manifestazione ciclistica piacentina fin dall'inizio. La partenza degli atleti avverra' insieme a tutti gli altri partecipanti Domenica 4 settembre ore 9.30 da Piacenza Expo.

Per ulteriori informazioni regolamento percorsi iscrizioni premi visitare sito www.granfondocolnago.com

A.I.D.O. rinnova l'invito a partecipare numerosi per vivere tutti insieme una giornata di sport, amicizia e solidarieta' attraverso un viaggio nel territorio, nel paesaggio, nella cultura e nella gastronomia piacentina. Fonte: piacenzasera.it




Vinitaly 2011

La Cantina di Vicobarone al Vinitaly 2011
Anche quest'anno la Cantina di Vicobarone e' presente al Vinitaly 2011 che si terra' a Verona dal 7 al 11 aprile, PAD 1, stand A19-B19.
La Cantina sara' presente con tutti i propri vini che rappresentano il costante impegno per il territorio e per l'eccellenza nell'enogastronomia della provincia di Piacenza.
Per ulteriori informazioni sul Vintaly, cliccare qui






Dal 27 al 20 marzo siamo in Germania a Pro Wein
I nostri vini presentati alla fiera tedesca. Se siete in Germania dalle parti di Dusseldorf potete trovarci presso DiWeKo - Halle 3; Stand H129. Tutte le informazioni qui






Il sapore del territorio nell'arte di imbottigliare
Il vino nuovo e' pronto per essere accolto in damigiana ed offrire il gusto della tradizione.
Dal 13 febbraio con uno sconto del 10%.

Locandina Gennaio 2011




Via all'imbottigliamento! come si imbottiglia il vino in damigiana
Acquistare il vino in damigiana puo' offrire alcuni vantaggi: consente di fare scorta dei propri vini preferiti e - da non trascurare in tempi di crisi - di risparmiare sul conto finale.
Perche' il vino in damigiana sia effettivamente un affare e conservi tutte le caratteristiche e la qualita' che abbiamo riscontrato al momento dell'acquisto (e dell'assaggio) e' necessario pero' evitare di conservarlo in cantina per lunghi periodi. La cosa migliore e' imbottigliarlo tutto e il prima possibile.

Ecco qualche consiglio per effettuare al meglio questa operazione:
- Se decidete di riutilizzare bottiglie gia' usate in precedenza e' sufficiente sciacquarle molto bene (con acqua ben calda) e lasciarle asciugare capovolte. Nel caso serva una pulizia piu' approfondita (per eliminare incrostazioni o residui) si puo' ricorrere agli appositi spazzolini o a prodotti specifici a base di cloro in vendita nei consorzi agrari.
- Gli attrezzi per imbottigliare sono in vendita nei consorzi agrari e negli ipermercati. Vi serviranno: un tubo in plastica o in gomma per i travasi, tappi, bottiglie, una macchina tappatrice e alcuni sgocciolatoi per le bottiglie lavate, le etichette, alcune spazzole per la pulizia delle bottiglie. Perche' il travaso si realizzi senza l'ausilio di pompe, la damigiana deve essere sempre tenuta in posizione piu' alta rispetto alle bottiglie: recuperate, dunque, un sostegno su cui sistemare la damigiana. Pulite con cura tutta l'attrezzatura dopo averla usata.
- Se imbottigliate il vino per un uso domestico per berlo quotidianamente a tavola non e' necessario scegliere tappi troppo costosi. Ricordate che i tappi in sughero e sintetici in commercio sono gia' lubrificati e non hanno bisogno di altri trattamenti. Meglio non riutilizzare i tappi gia' adoperati per precedenti bottiglie: la tenuta di un tappo usato e' indubbiamente inferiore a quella dello stesso tappo nuovo.
- Conservare le damigiane appena acquistate in un ambiente fresco (15-20 °C), ne' troppo umido ne' luminoso.
- Qualcuno vi avra' detto che le fasi lunari o il calendario sono importanti per la scelta del periodo di imbottigliamento: si tratta di una credenza diffusa anche in realta' produttive di una certa importanza. Tuttavia, se abbiamo acquistato un vino stabilizzato, l'influenza del calendario o della luna e' di secondaria importanza. Lo stesso discorso vale per il tempo atmosferico.
- Scegliete, se possibile, bottiglie dal vetro scuro: proteggono di piu' dalle ossidazioni catalizzate dalla luce. Le bottiglie vanno riempite fino a 1,5 cm dal livello del tappo (sia per i tappi corona sia per gli altri formati): con l'aumentare della temperatura il volume del vino potrebbe aumentare fino a far saltare la chiusura.
- La posizione delle bottiglie (orizzontale o verticale) e' ininfluente. Se si usano tappi in sughero o sintetici e' meglio mantenere le bottiglie verticali nelle prime 24 ore, in modo da consentire l'adattamento del tappo. Passato questo periodo la differenza fra conservazione verticale o orizzontale non e' determinante.
- In genere si consiglia di aspettare un po' di tempo (qualche giorno) prima di consumare il vino imbottigliato: l'ossigeno disciolto nel corso dell'imbottigliamento si consumera', facendo esprimere al vino il suo potenziale aromatico.







Brindiamo a una nuova stella: Iridium Rose'
Sabato 22 e domenica 23 gennaio la Cantina di Vicobarone presenta Iridium Rose', un metodo classico, che esprime il nostro costante impegno nella ricerca di gusti raffinati e conviviali.
Vi aspettiamo per la degustazione guidata di Iridium Rose' e Speck IGT del Trentino Alto Adige: sabato 22 gennaio dalle ore 10.30 al Punto Vendita di Piacenza e domenica 23 alle ore 11.30 al Punto Vendita di Vicobarone.

Locandina Gennaio 2011




Al vino piace Mozart
Curiosa scoperta musica-enologica di due gastronomi viennesi.
In particolare, la sinfonia n. 41 del compositore austriaco migliorerebbe la fermentazione del vino
Nasce cosi' il "Sonor-Wine".

Non solo alla salute, Mozart fa bene anche al vino: e' quanto sostengono due gastronomi viennesi, che hanno addirittura brevettato come "Sonor Wines" la loro scoperta musical-enologica. Secondo Thomas Koeberl e Markus Bachmann, gli effetti della musica classica e di Mozart in particolare sul vino sono miracolosi. La sinfonia n. 41 del genio salisburghese, ad esempio, ha un beneficio eccezionale sul nettare di Bacco durante la fermentazione: il sapore del vino cambia, diventa piu' buono e raffinato.


Gia' sei viticoltori austriaci, stando al quotidiano Kurier, si sono convinti dell'idea e hanno "somministrato" al mosto l'ascolto di musica classica durante il processo di fermentazione: brani di Mozart, ma anche valzer, operette e polka. E' stato anche fatto un esperimento nella scuola di viticoltura a Klosterneuburg: a un Gruener Veltliner 2009 e' stata fatta sentire della musica e l'effetto era che il valore di glicerina e' aumentato e quello di zucchero calato. Secondo Koeberl, "con l'aumento della glicerina si genera il cosiddetto "mouthfeeling" (gusto in bocca), il vino diventa piu' secco, piu' maturo, il sapore piu' tondo, ricco e denso", sottolinea Bachmann.
"L'esoterismo non c'entra niente, e' l'effetto dalle onde sonore sul lievito che migliorano il processo di fermentazione", ha aggiunto. Secondo la biologa Karin Mandl, il fondamento scientifico "non e' ancora verificato". Ma per i viticoltori, funziona lo stesso. E anche la strategia di marketing procede a gonfie vele: ci sono gia' richieste di orchestre per un vino con il proprio timbro musicale.

Fonte: Winenews





Per il vino niente saldi di fine stagione
Indagine Winenews: saldi di fine stagione anche per il vino? No grazie, a dirlo molte delle piu' importanti enoteche italiane. Le bottiglie restano un genere merceologico a se' stante. Ma non mancano le eccezioni
Chi pensasse che i saldi di fine stagione siano in voga anche nelle enoteche italiane, si sbaglia. La pratica, ormai un must consolidato in altre tipologie merceologiche, specie all'indomani delle festivita' natalizie, non conquista le bottiglie.
Questo e' quanto emerge da una indagine di WineNews che ha sentito, da nord a sud, molte delle piu' importanti enoteche del Bel Paese. Il vino continua ad essere considerato una merce "speciale", ossia di nicchia, o, al massimo, come una qualunque derrata alimentare, come la pasta o la cioccolata. In entrambi i casi per della svendita post-natalizia non si sente alcun bisogno. Naturalmente, non mancano le eccezioni che confermano la regola. Poche, a dire il vero, ma significative per una lettura della realta' che anche nel mondo del vino sta cambiando vertiginosamente.
"Di sicuro storicamente - spiega Francesco Trimani della famosa enoteca romana - non e' un modo di vendere il vino che abbia mai attecchito molto. Il vino resta un prodotto alimentare per cui i saldi come sono concepiti nel mondo della moda non hanno mai avuto un grande successo. Facciamo delle campagne sconto periodiche, 3 o 4 volte all'anno, ma - conclude Trimani - in queste occasioni, invece, di svendere annate vecchie o rimanenze di magazzino, facciamo uno sconto generalizzato su tutti i nostri prodotti". Per Paola Longo dell'Enoteca Longo di Legnano (Milano) "i saldi non sono necessari, visto che le festivita' natalizie sono sufficenti a ripulire le nostre scorte che, peraltro, sono molto leggere. Eventualmente, su alcune new entry proponiamo delle promozioni ad hoc".

Del medesimo parere, Roberto Canali, patron dell'Enoteca di Perugia, Beresapere: "non facciamo saldi di fine stagione come in una boutique, se mai, proponiamo delle promozioni mirate ma del tutto slegate dal periodo post-natalizio".
Gli fa eco Nicola Picone della storica enoteca di Palermo che porta il nome di famiglia: "non e' nella nostra tradizione e neppure in quella del settore in genere. I saldi di fine anno non sono proprio una nostra modalita' di vendita".
Sulla stessa lunghezza d'onda il parere di Gianni Sarais dell'enoteca Le Cantine Isola di Milano: "saldi nel nostro locale non li facciamo. Mi sembra una cosa un po' fuori luogo per un'enoteca". "Direi che possiamo escludere quasi del tutto questo modo di vendere il vino nelle enoteche - spiega Francesco Bonfio dell'Enoteca Piccolomini di Siena e presidente di Vinarius, l'associazione che raccoglie la maggioranza delle enoteche italiane - non esiste proprio la tradizione del saldo sul vino".
"Saldi? Con i ricarichi bassi che pratichiamo direi che non c' e' proprio spazio per i saldi - spiega Giovanni Valentini, titolare dell'Enoteca Valentini, che si trova nella Repubblica di San Marino - non e' proprio una politica di vendita che ci appartiene". Naturalmente, anche in questa che appare come una tendenza decisamente robusta, qualcuno comincia ad essere piu' possibilista e a pensare un approccio diverso verso una realta' in veloce evoluzione e che la crisi dell'ultimo biennio ha certamente cambiato non poco.

"La considero una possibilita' praticabile quella dei saldi - spiega Pio Daniele De Lorenzo dell'Enoteca Nuvola di Foggia - specialmente per i vini bianchi. Naturalmente poi bisogna considerare che ci possono essere dei problemi a riportare i prezzi allo scaffale sui livelli normali". Anche Luca Ghiotto dell'Enoteca Soavino di Soave (Verona) considera il saldo del vino un percorso praticabile: "sono tendenzialmente aperto a iniziative di questo tipo e, anzi, faro' qualcosa del genere a breve anche se durante le festivita' ho gia' proposto delle promozioni. Non vedo perche' il vino debba essere trattato in modo dissimile dagli altri generi merceologici".
"Nel nostro negozio c' e' un apposito scaffale che per tutto l'anno offre vini scontati dal 20 al 50%, questa e' la nostra forma di saldo - spiega Maurizio Cavalli, titolare dell'Enoteca Cavalli di Parma - ma del tutto indipendente dalla tempistica che guida per esempio le classiche svendite di abbigliamento di fine anno".

di Franco Pallini
Fonte: Winenews



 
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