Nuove etichette per un ritorno autorevole al territorio

Una ventata di novità sta caratterizzando nei primi mesi del 2014 la Cantina di Vicobarone, pronta a presentare al suo pubblico di operatori e consumatori le nuove etichette delle vini “Selezione”.
Non è un rinnovamento formale, bensì è finalizzato a cercare, attraverso gli elementi estetici, il radicamento più solido della migliore produzione aziendale nel territorio dove la Cantina opera, i Colli Piacentini soprattutto, dei quali la Cantina di Vicobarone è un testimonial concreto e autorevole.

Si parte dai due vini simbolo dei Colli Piacentini, la Malvasia e il Gutturnio, due prodotti frizzanti che rappresentano i caratteri del territorio, l’indole della gente, la variabilità del clima e la piacevolezza dei vini. Le etichette di Malvasia e Gutturnio tornano a privilegiare il nome del vitigno (Malvasia) e il riferimento della denominazione (Gutturnio), mettendo da parte il fascino graffiante del marchio aziendale.

L’immagine grafica è così profondamente rinnovata e fa riferimento a precisi elementi del luogo in cui nascono i vini: per il Gutturnio, gli animali di territorio come presenza caratterizzante nei vigneti e negli altri coltivi, senza necessariamente un richiamo all’abbinamento a tavola con i piatti di selvaggina; per la Malvasia dei Colli Piacentini, i fiori di sambuco come elementi di corredo ai vigneti e come partecipazione al complesso aromatico del vino stesso.

Gli elementi astrali restano, invece, negli altri sei vini (Aura per la Malvasia, Titano per il Gutturnio Superiore, Pleione per il Gutturnio Riserva, Dione per la Bonarda, Pandora per il Pinot Nero e Almaco per l’Ortrugo), come collegamento con la proposta del recente passato.
La luna è l’elemento di sintesi declinato nei vini dai nomi delle varie stelle. Il cielo è l’elemento naturale che veglia giorno e notte sull’uomo e le sue azioni, sulle uve e sui vini.

L’impostazione sobria ed essenziale delle nuove etichette privilegia il rapporto stretto con il prodotto, ponendo il marchio del singolo vino in secondo piano, nella consapevolezza che conta soprattutto la qualità e la sostanza.

 

 

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