La vendemmia 2014, annata problematica ma positiva

Si è conclusa nella prima settimana di ottobre la vendemmia 2014 alla Cantina di Vicobarone, nel cuore dei Colli Piacentini. Viticoltori e cantinieri hanno così tirato un sospiro di sollievo, dopo un anno molto contradditorio dal punto di vista climatico e assai impegnativo per la gestione del vigneto e la difesa fitosanitaria.

Il 2014 è iniziato con un inverno mite e poco nevoso, seguito da una stagione primaverile alterna e contrastata, con periodi più caldi (l’ultima fase di marzo e l’inizio di aprile) e altri più freddi rispetto alla media (la seconda parte di aprile e il mese di maggio).

Soprattutto l’estate ha riservato le sorprese peggiori: dopo una prima parte di giugno piuttosto calda, per il resto l’estate è comparsa solo a tratti. Il mese più deludente è stato luglio, quando i giorni con precipitazioni piovose sono stati molto al di sopra della media.

La situazione è migliorata ad agosto e soprattutto a settembre, che ha portato un clima ispirato al bel tempo (caldo di giorno e fresco di notte) e ha ripristinato l’equilibrio di maturazione delle varie uve che sembrava compromesso.

Confrontandosi con questa realtà climatica, la vite ha sviluppato in modo alterno le successive fasi fenologiche: se l’avvio della germogliazione è stata molto anticipata, così come la fioritura e l’allegagione, le ultime fasi (invaiatura e soprattutto maturazione) si sono svolti in periodi canonici, senza precocità rispetto all’andamento consueto. Anzi, nel confronto con le ultime annate, per il 2014 si può parlare di produzione tardiva. Dal punto di vista fitopatologico il 2014 non è stato facile: la difesa del vigneto ha impegnato i viticoltori soprattutto nei confronti della Peronospora.

Dal punto di vista qualitativo, i dati vendemmiali ci permettono di individuare alcuni caratteri specifici di quest’annata.

  • Il 2014 ha premiato il viticoltore che ha dedicato un impegno elevato e professionale alla conduzione del vigneto.
  • La situazione climatica del 2014 ha sottolineato la qualità dell’ambiente viticolo, in particolare le colline meglio esposte, in genere dotate di un miglior drenaggio idrico.
  • La particolare ricchezza acida delle uve e dei vini ha riservato grandi soddisfazioni ai vini bianchi e spumanti, che si presentano eleganti e con belle dotazioni olfattive. I vini rossi non sono da sottovalutare, soprattutto quelli stati ottenuti in condizioni ambientali ottimali. Non avranno la struttura degli ultimi anni e privilegeranno l’eleganza rispetto alla potenza.

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