Storia del Gutturnio

Il nome Gutturnio deriva da un boccale d’argento chiamato Gutturnium, di circa due litri di capacità, ritrovato a Veleia Romana nel 1878, utilizzato dagli antichi romani per bere il vino.

Al termine della cena la coppa veniva riempita con il vino più pregiato, prima sorseggiato dal padrone di casa, infine passato di mano in mano tra i vari convitati.

Nel 1941 il Ministero dell’Agricoltura elencò i vini “tipici e di pregio” e tra questi inserì il Gutturnio, nome proposto nel 1938 dall’enologo Mario Prati e apparso per la prima volta nel 1939 su un’etichetta dell’azienda Manara di Vicomarino (Ziano). Il disciplinare di produzione risale al 1967 (settimo vino italiano ad ottenere la d.o.c.).

Il Gutturnio è ottenuto dai vitigni Barbera (55-70%) e Croatina (30-45%).

Barbera

Le prime testimonianze storiche certe relative al vitigno Barbera risalgono al ’600 e si trovano in un documento conservato presso il municipio di Nizza Monferrato. Questo e altri elementi fanno pensare ad un’origine piemontese del vitigno, che sicuramente in questa regione ha trovato il maggiore sviluppo. L’origine del vitigno potrebbe risalire almeno a fine ’400, quando non si parlava ancora di Barbera, ma di “grisa” o “grisola”.

La prima menzione ufficiale risale al 1798, quando comparve in un censimento del Conte Nuvolone, vicedirettore della Società Agraria di Torino, sui vitigni coltivati in Piemonte. Nel 1839 alcuni studiosi parlarono di vitis vinifera monferratensis riferendosi al Barbera, confermandone in qualche modo l’origine monferrina.

Croatina

La Croatina è conosciuta e coltivata fin dal Medioevo. Probabilmente è originaria di Rovescala, nel pavese, e le prime descrizioni ufficiali risalgono alla seconda metà dell’800, dal 1875 in poi. Nel 1879 in particolare se ne parlò con una certa precisione nel Bollettino Ampelografico della Provincia di Novara.

È tradizione pavese, piacentina, parmense e, in parte, piemontese, utilizzare il sinonimo di “Bonarda”, abitudine che ha generato una presunta sinonimia con il vitigno Bonarda piemontese, in realtà ben distinto.